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	<title>Italia SEO</title>
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	<description>Servizi SEO e Web Marketing</description>
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		<title>Avviso ai naviganti: la SEO non è morta</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/seo-non-morta/">Avviso ai naviganti: la SEO non è morta</a></p><p>Allora, andando direttamente al sodo: l'autore del post di RWW non ha capito un cazzo (scusatemi, ma quando ci vuole ci vuole), e questi sono i motivi...</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/seo-non-morta/">Avviso ai naviganti: la SEO non è morta</a></p><p>Finalmente, dopo un bel po&#8217; di tempo, ritorno a postare un nuovo articolo in italiano, dopo che &#8211; nelle scorse settimane ho dedicato molta più attenzione al<a href="http://www.iloveseo.net/category/blog/"> blog in versione inglese del sito</a>.</p>
<p>Come mai? Innanzi tutto perché ne sentivo il bisogno, ma anche &#8211; e sopratutto &#8211; perché siamo alla fine di un intensissimo 2011 per quanto riguarda la SEO e perché, come fiocchi di neve stagionale, è ricominciata la stagione dei posts che annunciano la morte della SEO.</p>
<p>Ok, ok&#8230; lo so, nel 99% dei casi non sarebbe necessario dedicare anche solo cinque minuti a controbattere quel genere di dichiarazione, anche perché servirebbe solo a fomentare il desiderio di visibilità che gli autori di quei posts in realtà hanno scrivendo quegli articoli.</p>
<p>Però, quando a dire che la SEO è morta è un sito rispettabile come Read Write Web, allora sì che credo è necessario entrare nella discussione.</p>
<p>Perché? Perché si tratta di articoli letti da migliaia di utenti, molti dei quali non sono in realtà degli addetti ai lavori e, quindi, realmente dannosi oltreché fuorvianti.</p>
<p>Allora, andando direttamente al sodo: l&#8217;autore del post di RWW non ha capito un cazzo (scusatemi, ma quando ci vuole ci vuole), e questi sono i motivi:</p>
<ul>
<li>Quando cita Matt Cutts, lo fa estrapolando la frase dal contesto della domanda alla quale risponde. Isolare una frase dal contesto normalmente porta a dire cazzate (ops, di nuovo ho usato quella parola). Matt Cutts sta semplicemente dicendo che lo scopo di Google è quello di presentare nei propri risultati di ricerca i migliori contenuti possibili e che questo è il suo obiettivo, ovvero far sì che il suo algoritmo sia talmente eccellente che in linea di principio non ci dovrebbe essere bisogno di ottimizzare un sito, perché quel sito sarà scoperto e messo in rilievo dall&#8217;algoritmo stesso. Questo, in alcune occasioni, è verificabile già adesso, quando, per esempio, notiamo come rankano siti inspiegabili ma che hanno quello che potremmo definire come &#8220;plus di naturalezza&#8221;; è il caso, soprattutto di alcuni blogs;</li>
<li>Lo stesso Matt Cutts, in una conversazione su Twitter con <a href="http://twitter.com/jane_copland" target="_blank">Jane Copland</a> di Ayima ha precisato le sue parole:<a href="http://www.iloveseo.net/it/wp-content/uploads/2011/12/Dialogo-Matt-Cutts-e-Jane-Copland.jpg"><img class="size-full wp-image-405 aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="Dialogo Matt Cutts e Jane Copland" src="http://www.iloveseo.net/it/wp-content/uploads/2011/12/Dialogo-Matt-Cutts-e-Jane-Copland.jpg" alt="Dialogo Matt Cutts e Jane Copland Avviso ai naviganti: la SEO non è morta" width="533" height="597" /></a>Bisogna poi essere onesti, e riconoscere che &#8211; pur tra mille errori ed equivocazioni &#8211; il Search Quality Dpt. (ovvero, quello che gestisce il motore di ricerca e l&#8217;algoritmo di Google) negli ultimi mesi sta cercando di far capire che non odia i SEO e che non considera la SEO in se stessa come sinonimo di Spam; forse quelli di Read Write Web avrebbero dovuto rivedere questo video di Matt Cutts del passato Ottobre:</li>
</ul>
<p align="center"><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BS75vhGO-kk?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/BS75vhGO-kk?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: left;" align="center">Tra l&#8217;altro, di nuovo in questo video, Matt ripete il concetto per cui la SEO è essenziale per aiutare Google stesso a individuare le migliori risposte possibili alle queries realizzate nel suo motore di ricerca.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Certo, nel video poi fa chiaramente distinzione tra White e Black Hat SEO, ma l&#8217;esistenza di Black Hat non significa che la SEO non sia sostanzialmente vista come una disciplina amica da parte di Google.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Indirettamente questo interesse in mantenere buone relazioni con i SEO, poi, Matt Cutts l&#8217;ha dimostrata in modo pratico la settimana scorsa, quando <a href="http://www.iloveseo.net/dear-google-why-do-you-want-me-to-hate-you/" target="_blank">un mio post</a>, ripreso poi da SEObook, scatenò un enorme reazione in Internet, tanto da intervenire egli personalmente per far sì che quei &#8220;simpaticoni&#8221; di Adwords Italia e Spagna eliminassero i loro annunci &#8220;Olvidate del SEO&#8221; e &#8220;SEO con Google&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Infine, ripassiamo velocemente le più importanti novità di questi ultimi mesi:</p>
<ul>
<li>Schema.org</li>
<li>l&#8217;Author mark up</li>
<li>lo Speed factor</li>
<li>Panda (che si basa nel 90% dei casi su problemi di duplicazione dei contenuti dovuti a pessime architetture di navigazione&#8230;)</li>
</ul>
<p>Già solo queste quattro novità possono far capire come la SEO sia essenziale per ogni sito web abbia la minima pretesa di rankare.</p>
<p>Perché, è vero che il contenuto è essenziale, ma, pur se io sono un grande promotore del content marketing, incomincio a essere arcistufo di coloro che dicono &#8220;Content is King&#8221;. No, non lo è. Semplicemente perché un sito web non è una monarchia in cui un elemento la fa da re. Un sito web è una democrazia di macrofattori, tutti ugualmente essenziali e che hanno bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro.</p>
<p>Un sito può avere il contenuto migliore del mondo su un determinato argomento, ma se esso non è promosso attraverso azioni di link building o di social, se è presente in una pagina che si trova ad anni luce dalla home page del sito, se è scritta in un Frame o se il suo testo non è ottimizzato per la keyword più consona&#8230; quel contenuto stupendo sarà come un luogo fantastico che però nessuno conosce, se non chi ci vive.</p>
<p>La SEO non è morta e Google non ha dichiarato guerra ai SEO. STOP, ¿CLARO?, AMEN.</p>
<p>La SEO è una disciplina in continua evoluzione e i veri SEO sono coloro che sanno stare al passo dei continui cambiamenti i motori di ricerca fanno. E oggi, il vero SEO è colui che ha il perfetto controllo dei tre elementi che segnano il successo di un sito:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.iloveseo.net/it/wp-content/uploads/2011/12/The-Inbounder-Graph.png"><img class="wp-image-408 aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="The Inbounder Graph" src="http://www.iloveseo.net/it/wp-content/uploads/2011/12/The-Inbounder-Graph.png" alt="The Inbounder Graph Avviso ai naviganti: la SEO non è morta" width="505" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Perché Google sempre più si sta spostando verso a un nuovo tipo di Graph:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.iloveseo.net/it/wp-content/uploads/2011/12/New-Google-Graph.png"><img class="aligncenter  wp-image-409" title="New Google Graph" src="http://www.iloveseo.net/it/wp-content/uploads/2011/12/New-Google-Graph.png" alt="New Google Graph Avviso ai naviganti: la SEO non è morta" width="505" height="378" /></a></p>
<p style="text-align: left;">così come ho cercato di spiegare nel mio ultimo post pubblicato su SEOmoz: <a href="http://www.seomoz.org/blog/wake-up-seos-the-new-google-is-here" target="_blank">Wake Up SEOs, the New Google is Here</a></p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Usare Twitter e Backlinks per campagne link building</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 11:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Link Building]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/usare-twitter-e-backlinks-per-campagne-link-building/">Usare Twitter e Backlinks per campagne link building</a></p><p>Questo post è la traduzione di Using Twitter and Backlinks to Build Links di Ethan Lyon pubblicato su SEER Interactive. Si considera questo post di grande utilità per tutti i SEO e Link Builder, per cui abbiamo considerato utile una sua traduzione. Nel nostro lavoro come SEO prendiamo sempre in considerazione molti insiemi di dati [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/usare-twitter-e-backlinks-per-campagne-link-building/">Usare Twitter e Backlinks per campagne link building</a></p><blockquote><p>Questo post è la traduzione di <em>Using Twitter and Backlinks to Build Links</em> di Ethan Lyon pubblicato su <a href="http://www.seerinteractive.com/blog/" target="_blank">SEER Interactive</a>. Si considera questo post di grande utilità per tutti i SEO e Link Builder, per cui abbiamo considerato utile una sua traduzione.</p></blockquote>
<p>Nel nostro lavoro come SEO prendiamo sempre in considerazione molti insiemi di dati per capire come agire perché i nostri clienti si posizionino meglio e vedano aumentare i propri profitti grazie al Search Marketing. Ma solitamente li osserviamo individualmente: esplorare i link della concorrenza, gli utenti di Twitter, etc. etc.. Però che possiamo fare se usiamo quei dati tutti insieme per trovare opportunità di link building? Questa era una domanda che Wil [<a href="twitter.com/wilreynolds" target="_blank">Wil Reynolds</a>] mi fece alcuni mesi fa e chi disse di sviluppare una soluzione alla domanda utilizzando Excel.</p>
<p>Lo scopo fondamentale dello strumento che abbiamo sviluppato è quello di <strong>fondere i dati di Twitter e dei link esterni per capire chi sta seguendo un cliente, ma non possiede link verso il suo sito</strong>. Un tool come questo può fornire informazioni di gran valore, perché permettono di livellare le relazioni esistenti e creare azioni di link building scalabili.</p>
<p>Dopo aver risposto a quella domanda, cominciammo a utilizzare i dati in modi differenti per rispondere a nuove domande. Quindi, pur se noi in questo post utilizzeremo un solo modo di unire i dati e usarli, esistono infinite possibilità una volta apprese le funzioni VLOOKUP e COUNTIF di Excel e a usare le tavole di Pivot per consolidare e ordinare i dati.</p>
<p>Bene, incominciamo con trovare le persone che seguono il nostro cliente ma che non linkano al suo sito.<span id="more-209"></span></p>
<h2>Ottenere i dati da Twitter</h2>
<p><a href="http://export.ly" target="_blank">Export.ly</a>. Se si posseggono meno di 10.000 followers si possono ottenere i loro dati da Twitter pagando con un tweet che parla di Export.ly.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Export.ly" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_exportly_1.png" alt="twitter tool exportly 1 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="702" height="487" /></p>
<p><img class="aligncenter" title="Export.ly 2" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_exportly_2.png" alt="twitter tool exportly 2 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="702" height="575" /></p>
<h2>Creare un nuovo Foglio di Excel</h2>
<p>Utilizzeremo i dati del profilo Twitter di Wil come esempio. Copiate i dati esportati con Export.ly nella colonna A in un nuovo file di Excel.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Twitter tool raw data" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_raw_data_3.png" alt="twitter tool raw data 3 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="841" height="436" /></p>
<h2>Ottenere i backlinks con Open Site Explorer (OSE)</h2>
<p>Esportiamo i link esterni del cliente usando <a href="http://www.opensiteexplorer.com" target="_blank">Open Site Explorer</a> o <a href="http://www.majesticseo.com/" target="_blank">Majestic SEO</a>. Nel nostro esempio esporteremo i link al root domain di SEER Interactive usando OSE.</p>
<p>Dopodiché incolliamo questi dati nella colonna B in un foglio differente dello stesso foglio di lavoro di Excel.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Twitter tool back link data 4" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_backlink_data_4.png" alt="twitter tool backlink data 4 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="708" height="661" /></p>
<h2>Pulire le URLs</h2>
<p>È un passo obbligato. Dobbiamo rimuovere http://, www. e tutto ciò che viene dopo “/” in ogni set di dati. In questo modo potremo comparare mele con mele nei nostri dati quando realizzeremo il Pivot. Esiste una formula per fare questo utilizzando le funzioni IF, ISERROR e SUBSTITUTE, ma pur se non è altrettanto scalabile usare le funzioni trova e sostituisce è molto più semplice che scrivere formule complesse in Excel. Oppure potete utilizzare l’<a href="http://ontolo.com/link-building-tools#!list-trim-hosts" target="_blank">hostname tool di Ontolo</a>, ma – questa volta – vogliamo servirci solo di Excel.</p>
<p>Nel foglio con i dati di Twitter, copiamo e incolliamo la colonna E (corrispondente alle URLs) nella colonna N. Poi, selezionamo la colonna N, troviamo e rimpiazziamo http:// con nulla e facciamo lo stesso con www., “/*” e “/”, prestando attenzione a osservare quest’ordine; in caso contrario si corre il rischio di cancellare tutte le URLs.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Twitter tool pulire URLs" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_clean_url_5.png" alt="twitter tool clean url 5 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="697" height="437" /></p>
<p>Adesso facciamo lo stesso con i nostri backlinks. Copiamo e incolliamo la colonna B (URL) nella colonna A e ripetiamo il processo sopra descritto per pulire le URLs.</p>
<h2>Trovare chi ha link verso il tuo sito e chi no.</h2>
<p>Dopo che abbiamo pulito le nostre URLs, possiamo utilizzare il comando COUNTIF per capire quali tra i nostri followers hanno un link al nostro sito. Etichettiamo la colonna O nel foglio dei dati di Twitter “Link: Yes / No”, e scriviamo la funzione in O2:</p>
<pre>=IF(N2=”",”No”,COUNTIF([select column A in the backlinks], [select N2 in the Twitter Sheet])&gt;0,”Yes”,”No”))</pre>
<p><img class="aligncenter" title="Twitter tool funzione IF" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_if_8.png" alt="twitter tool if 8 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="580" height="179" /></p>
<p>Copiamo e incolliamo questa formula alla fine dei dati di Twitter. Questa funzione conterà quante volte la URL pulita dei followers appare tra i backlinks e gli account di utenti che, invece, non hanno un link nel loro profilo Twitter. Adesso dovremmo avere una colonna di “Yes” e “No”.</p>
<h2>Creare una tavola Pivot</h2>
<p>Prendiamo questi nuovi dati e creiamo una tavola di Pivot per vedere chi ci segue ma non ci linka. Selezioniamo dalla colonna A alla O e clicchiamo sul tasto della tavola di Pivot. Quando selezioniamo OK, si dovrebbe aprire un nuovo foglio di calcolo.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Twitter tool Pivot" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_pivot_9.png" alt="twitter tool pivot 9 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="462" height="514" /></p>
<h2>Aggiungere filtri alla tavola di Pivot</h2>
<p>Trascinare</p>
<ol>
<li>“Link: Yes / No” in “Report Filter”</li>
<li>“Screen Name” e “URL” in “Row Labels”</li>
<li>“Friends” in “Values”</li>
</ol>
<p><img class="aligncenter" title="Twitter tool organizzazione Pivot" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_pivot_org_10.png" alt="twitter tool pivot org 10 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="242" height="821" />Adesso dobbiamo pulire questi settaggi. Clicchiamo su “Count of Friends” e selezioniamo “Value Field Setting”. Adesso, selezioniamo “Sum” e OK.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Twitter tool Pivot setting" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_pivot_settings_11.png" alt="twitter tool pivot settings 11 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="623" height="508" /></p>
<h2>Modificare la tavola di Pivot</h2>
<p>Adesso, nel nostro esempio, abbiamo tutti i followers di Wil nella nostra tavola Pivot. Vogliamo però vedere solo quelli che non linkano a SEER Interactive, perciò dobbiamo selezionare il filtro “Link: Yes / No” nella tavola di Pivot e cliccare “Yes” e “(blank)”. Ora abbiamo la lista dei followers di Wil che non linkano a SEER Interactive, ma è una lista piuttosto disordinata. Clicchiamo il tasto destro del mouse su uno dei numeri di “Sum of Friends”, “Sort” e “Largest to Smallest”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Twitter tool ordinare il Pivot" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_pivot_sort_12.png" alt="twitter tool pivot sort 12 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="583" height="536" /></p>
<p>Bene, adesso possiamo mandare un DM ai bloggers con cui abbiamo una buona relazione e gli possiamo chiedere se possiamo scrivere un post per loro o gli chiediamo direttamente un link.</p>
<h2>Altre cose che possiamo fare con questi dati</h2>
<p>Questo è solamente un modo di usare questo insieme di dati. Se siete degli Ninja di Excel potete anche:</p>
<ul>
<li>Utilizzare la funzione rank per soppesare “listed”, “followers” e “friends” per creare un ranking degli influencers, perché ordinare gli utenti per numero di followers non è la miglior maniera di calcolare la loro influenza.</li>
<li>Ordinare gli utenti di Twitter secondo il numero di followers (dal maggiore al minore) ed eliminare le URLs duplicate. Se esistono molteplici followers per un dominio, questo potrebbe gonfiare il numero dei tuoi amici. Questo solo ha effetto se si fa pivot.</li>
<li>Aggiungere il numero di Retweets per individuare quali followers hanno una relazione di “dialogo” con noi. Questo ci permette di capire meglio il circolo sociale su Twitter.</li>
<li>Utilizzare le metriche di dominio e di pagina di OSE per ordinare gli utenti di Twitter. In fondo, per il link building, non è importante quanto influente è un utente su Twitter, ma quanto autorevole è il suo sito.</li>
<li>Aggiungere i ranking su Google per una keyword determinata, per capire chi è posizionato prima di noi e se esiste qualche possibilità di ottenere un link dal loro circolo sociale.</li>
<li>Creare una tavola di Pivot “geolocalizzata” sulla base dei dati esportati da Twitter per scoprire opportunità di link localizzati in un territorio determinato.</li>
</ul>
<p>Adesso possiamo costruire un foglio finale che ci aiuti a scoprire opportunità di link building.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Twitter tool dashboard" src="http://www.seerinteractive.com/wp-content/uploads/twitter_tool_pivot_dashboard_13.png" alt="twitter tool pivot dashboard 13 Usare Twitter e Backlinks per campagne link building" width="692" height="438" /></p>
<p>Questo è il link al foglio Excel utilizzato come esempio: <a href="https://seerinteractive.box.net/shared/t3xtb24i3044h4kahkkk" target="_blank">https://seerinteractive.box.net/shared/t3xtb24i3044h4kahkkk</a></p>
<p>Se provate questo tool per uno dei vostri clienti, saremmo grati se ci mandate un feedback sul suo funzionamento. Inoltre, se conoscete altri metodi per utilizzare i dati ricavabili da Twitter per creare azioni di link building, vi invitiamo a condividerli nei commenti.</p>
<p>Grazie e buon divertimento.</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Panda Update di Google. Che cosa fare</title>
		<link>http://www.iloveseo.net/it/panda-update-di-google-che-cosa-fare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=panda-update-di-google-che-cosa-fare</link>
		<comments>http://www.iloveseo.net/it/panda-update-di-google-che-cosa-fare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 10:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Panda Update]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaseo.net/blog-seo-italia/?p=203</guid>
		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/panda-update-di-google-che-cosa-fare/">Panda Update di Google. Che cosa fare</a></p><p>Questo post è la traduzione dell&#8217;articolo Google’s Panda/Farmer Update – What To Do About It di Tom Critchlow che si pubblicò nel blog di Distilled il passato mese di Marzo. Si ha considerato la sua traduzione in seguito al lancio del Panda Update in Italia lo scorso 12 di Agosto. Come tutti sapete nelle passate settimane [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/panda-update-di-google-che-cosa-fare/">Panda Update di Google. Che cosa fare</a></p><blockquote><p>Questo post è la traduzione dell&#8217;articolo <em><a href="http://www.distilled.net/blog/seo/googles-pandafarmer-update-what-to-do-about-it/" target="_blank">Google’s Panda/Farmer Update – What To Do About It</a></em> di Tom Critchlow che si pubblicò nel blog di Distilled il passato mese di Marzo. Si ha considerato la sua traduzione in seguito al <strong>lancio del Panda Update in Italia</strong> lo scorso 12 di Agosto.</p></blockquote>
<p>Come tutti sapete nelle passate settimane è stato lanciato un update in grande scala dell’algoritmo di Google. Inizialmente chiamato Farmer update da Danny Sullivan, già sappiamo che il suo vero nome è Panda update. Questo post è nato in risposta dell’ormai famosa intervista di Wired a Amit Singhal e Matt Cutts.</p>
<p>Per prima cosa alcuni dati che conosciamo:</p>
<ul>
<li>Un primo update avvenne il 23 Febbraio e solo negli Stati Uniti (Google.com);</li>
<li>Un secondo, più lieve, fu realizzato l’1 Marzo per poter correggere il tiro e restituire ad alcuni siti il traffico che Panda gli aveva tolto ingiustamente come vittima collaterale [N.d.R.: in seguito si sono registrati nuovi update di Panda, fino alla versione 2.3].</li>
</ul>
<p>Per una più completa comprensione, vi consiglio l’attenta lettura di questi due posts fondamentali:</p>
<ul>
<li>Search Engine Land &gt; <a href="http://searchengineland.com/google-forecloses-on-content-farms-with-farmer-algorithm-update-66071" target="_blank">http://searchengineland.com/google-forecloses-on-content-farms-with-farmer-algorithm-update-66071</a></li>
<li>Search Engine Land parte 2, che include una lista aggiornata di vincitori e vinti &gt;<a href=" http://searchengineland.com/more-farmer-update-winners-losers-wikihow-blippr-yahoo-answers-66605" target="_blank"> http://searchengineland.com/more-farmer-update-winners-losers-wikihow-blippr-yahoo-answers-66605</a></li>
<li>Questo post di SEOmoz, che giustamente identifica come questo update in gran parte non sia relazionato con i links che un sito possiede &gt; <a href="http://www.seomoz.org/blog/googles-farmer-update-analysis-of-winners-vs-losers" target="_blank">http://www.seomoz.org/blog/googles-farmer-update-analysis-of-winners-vs-losers</a> <span id="more-203"></span></li>
</ul>
<p>Inoltre (e ne sono orgoglioso) sembra che possa aver predetto quali fossero alcuni dei fattori chiave del Panda Update:</p>
<blockquote><p>[...] o alcune teorie rispetto a Panda. Quello che sto per scrivere si basa sull’intuizione e sull’aver osservato un buon numero di siti colpiti e non colpiti dall’update – ovvero non si basa su dati scientifici:</p>
<p>Secondo me questo è un update assai complesso che ha preso in cosiderazione un buon numero di fattori. Non credo che sia questione di un solo fattore il cui peso è stato cambiato radicalmente. Moultano su Hacker News ha affermato di aver lavorato su questo update durante un anno intero. Questo è un tempo lunghissimo, se consideriamo che gli updates dell’algoritmo di Google hanno una frequenza giornaliera.</p>
<p>Google ha detto che ha testato quest’attualizzazione seguendo metodi nuovi e creativi (senza però dire quali fossero), il che accentua il fatto che non è una semplice modificazione dell’algoritmo, ma piuttosto un vero e proprio metodo di posizionare le cose (ovviamente molte delle vecchie metriche sono ancora importanti, ma sono stati probabilmente aggiunti nuovi fattori che non scopriremo per qualche tempo).</p>
<p>Guardano all’insieme dei siti colpiti, ho notato come nessuno di quei siti avesse un contenuto degno di essere definito tale above the fold. Questo tipicamente si deve per due motivi:</p>
<ol>
<li>Presenza aggressiva della pubblicità nella pagina (per esempio Adsense, banners, pubblicità insertata contestualmente nel testo stesso, etc.);</li>
<li>Solo una testimoniale presenza di contenuto unico nella pagina (probabilmente grazie a scraping o semplicemente “leggero”).</li>
</ol>
<p>Questo è certamente solo teoria – ma credo che Google con questo update ha cercato di “migliorare il web” nella stessa maniera che avevano cercato di migliorarla permettendo ai siti veloci di posizionarsi meglio. Il miglioramento qui fa riferimento genuinamente al concetto di siti utili. Per esempio prendete in considerazione Cult of Mac, che è uno dei siti che Wired ha segnalato come colpiti dall’update. Guardate a una pagina tipo del loro sito:</p>
<p><a href="http://www.cultofmac.com/analyst-ipad-2-critical-catalyst-for-continued-tablet-lead/84798 " target="_blank">http://www.cultofmac.com/analyst-ipad-2-critical-catalyst-for-continued-tablet-lead/84798 </a></p>
<p>Mentre esiste ottimo contenuto in questo sito – basicamente non esiste contenuto unico above the fold e sono presenti due blocchi di annunci pubblicitari. Non sembra quindi strano che Google abbia colpito per errore questo sito durante l’update (errore rimediato dal secondo update d’inizio Marzo). [...]</p>
<p>È degno di nota che i fattori 1 e 2 sopra elencati POTREBBERO solo essere delle cause secondarie di una maggiore attenzione da parte di Google delle metriche di uso di un sito. Può essere che non abbia renderizzato per nulla la pagina per questo update (sebbene sappiamo che Google renderizza le pagine, ricordate la patente del reasonable surfer &gt; <a href="http://www.seobythesea.com/?p=3806" target="_blank">http://www.seobythesea.com/?p=3806</a>).</p>
<p>A ulteriore sostegno di questa teorie (e sì, è solo una teoria!), trovo affascinante che di tutti i content farms d’alto profilo, Ehow non sia stato colpito e se osservate le loro pagine, in realtà notiamo che esiste un bel po’ di contenuto unico above the fold. Lo stesso (anche se in minor misura) si può dire per wikihow – un altro grande content farm che è sopravvissuto all’update.</p>
<p>* IMPORTANTE: vi prego di notare che non pretendo che il 100% dei siti colpiti abbia uno o tutti quei due fattori presenti, ma sì una gran maggioranza. Come detto prima, credo che questo è un update dalle molte sfumature che include un amplio spettro di fattori e, quindi, che ci possono sempre essere delle eccezioni alla regola. Detto questo, è per me indubbio che molti dei siti colpiti rispondono ai due criteri da me presentati.</p>
<p>EDIT – Sembra che possa essere stato nel giusto, almeno parzialmente: “Poi abbiamo chiesto alle persone che giudicavano i siti … secondo voi questo sito a un numero eccessivo di annunci?”</p>
<p><a href="http://www.wired.com/epicenter/2011/03/the-panda-that-hates-farms/" target="_blank">http://www.wired.com/epicenter/2011/03/the-panda-that-hates-farms/</a></p></blockquote>
<p>Alcune di queste cose sono state confermate in questo post di Wired:</p>
<p><a href="http://www.wired.com/epicenter/2011/03/the-panda-that-hates-farms/all/1" target="_blank">http://www.wired.com/epicenter/2011/03/the-panda-that-hates-farms/all/1</a></p>
<p>Ed ecco alcune <strong>soluzioni</strong>:</p>
<p><strong>Una presenza troppo aggressiva di pubblicità è un fattore di rischio. </strong></p>
<p>Cutts: <em>C’era una ingegnere che venne con un rigoroso elenco di domande, tutte del tipo. “Consideri che questo sito sia autorevole? Andrebbe per te bene se questo contenuto fosse pubblicato in una rivista? Questo sito ha un numero eccessivo di annunci?”</em></p>
<p>Questo era, appunto, uno dei punti che avevo ipotizzato essere parte dell’update dell’algoritmo. Potete vederlo voi stessi. Ho creato un Box Search di Google per tutti i siti elencati nella lista di Sistrix come grandi perdenti. Provate qui.</p>
<p>&lt;script src=&#8221;http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://www.google.com/cse/api/008172789018542968974/cse/gqrtqmnqgfw/gadget&amp;amp;synd=open&amp;amp;w=400&amp;amp;h=75&amp;amp;title=Google+farmer+losers&amp;amp;border=%23ffffff%7C3px%2C1px+solid+%23999999&amp;amp;output=js&#8221;&gt;&lt;/script&gt;</p>
<p>Pressappoco ogni ricerca vi mostrerà pagine infestate di annunci. Una coincidenza? Non lo credo.</p>
<p>Ma gli annunci non solo l’unico fattore. <strong>Conta pure il trust</strong>.</p>
<p>Singhal: <em>Chiedemmo ai tester domande come: “Ti sentiresti a tuo agio a lasciare a questo sito i dati della tua carta di credito? Ti sentiresti tranquillo a dare ai tuoi figli medicine prescritte da questo sito?”.</em></p>
<p>Perciò non solo gli annunci giocano un fattore – è il generale <strong>look and feel</strong>, la <strong>percezione </strong>e <strong>l’affidabilità </strong>che si sente verso una pagina che entra in ballo per capire se è stata colpita o no dall’update.</p>
<p>Ovviamente queste cose non possono essere misurate direttamente da algoritmi, ma dall’intervista sembra che siano stati capaci di elaborare un numero di svariati fattori che, combinati, danno una misura accurata di quanto un sito è considerato affidabile.</p>
<p>Questo update ha molte variabili.</p>
<p>Come dicevo nel mio commento, e come supporta l’articolo di Wired, questo cambio è uno dei grandi. Non è semplicemente un sottile aggiustamento dei fattori chiave dell’algoritmo; anzi sembra che ne siano stati introdotti alcuni totalmente nuovi, o che Google abbia ideato un nuova e più complessa maniera di combinarli insieme.</p>
<p>Amit Singhal: <em>Beh, l’abbiamo chiamato internamente come uno dei nostri ingegneri, il cui nome è Panda. Egli è stato uno dei ragazzi chiave, avendo egli trovato un metodo alcuni mesi fa che rese questo update possibile.</em></p>
<p>E se è necessario un metodo per rendere possibile Panda, allora questo dovrebbe significa che è un update alquanto complesso, no? Qunidi, o si sta prendendo in considerazione tutto un insieme di fattori che prima non lo erano oppure hanno trovato un modo per processare segnali in modo sufficientemente veloce per utilizzarli nei risultati di ricerca. Quale sia il perché – questo non è un update in cui conta solamente una cosa, è un update che tocca ogni tipo di fattore differente l’uno dall’altro e che insieme formano un insieme complesso. E molto ancora deve venire.</p>
<p>Amit Singhal: <em>Io non parlarei mai direttamente di un sito specifico o di un altro. Comunque, il sistema che abbiamo elaborato [Panda] fa un ottimo lavoro in trovare siti di bassa qualità. È più prudente con siti di qualità media, perché è necessario essere soprattutto essere prudenti.</em></p>
<p>Mi sento fiducioso nel dire che questo è solo l’inizio. Sembra che Google stia per attualizzare Panda nel corso dei prossimi giorni/settimane/mesi per individuare i siti di qualità media. Questo update sembra essere stato soprattutto a livello di dominio, ma forse nel futuro si concentrerà di più a livello di pagine singole [N.d.R.: e così sembrerebbe essere stato, con i vari Panda updates di questi ultimi mesi].</p>
<p>In ogni modo, fate attenzione perché se il vostro è un sito di qualità media ed è in una nicchia affollata di mercato, allora potreste vedere gli effetti di Panda abbastanza presto.</p>
<p><em>[N.d.R.: non si traduce una parte del post perché ormai datata, facendo riferimento al possibile lancio di Panda in Google.co.uk]</em></p>
<p>Google ha disegnato l’algoritmo intorno a segnali “umani”?</p>
<p>Amit Singhal: <em>Nell’iperspazio possiamo immaginare un insieme di punti, alcuni sono rossi, altri verdi e altri ancora hanno qualcosa di verde e qualcosa di rosso. Il nostro lavoro è trovare un aereo che dica che la maggioranza delle cose da questa parte sono rosse e che nell’altra sono verdi.</em></p>
<p>Che vuole dire Amit Singhal con questa metafora un poco contorta? Significa che Google è stato in grado di elaborare un algoritmo in grado di individuare un certo numero di segnali “umani”? Questa sarebbe la prima volta che ammetterebbe qualcosa di simile.</p>
<p><strong>Allora, che fare? </strong></p>
<ul>
<li>Assicuratevi che il <strong>contenuto</strong> del sito sia <strong>unico e utile</strong>. Niente di incredibilmente nuovo qui (i contenuti di qualità sono sempre stati la miglior tattica), ma penso che Google abbia stretto il cerchio e che ponga molta più <strong>attenzione ai contenuti duplicati e/o leggeri</strong>.</li>
<li>Assicuratevi che sia <strong>presente contenuto di gran valore “above the fold” in ogni pagina</strong>.</li>
<li>Potreste considerare l’idea di utilizzare un sistema di feedback per testare il vostro sito. Chiedete alcune delle domande che Google ha fatto ai suoi testers e sulla base delle risposte ottimizzate la qualità del vostro sito.</li>
<li><strong>Sbarazzatevi di pubblicità aggressiva e immagini che sembrano blocchi di pubblicità</strong>. Adsense, kontera, banners o semplicemente grandi immagini che sembrano annunci pubblicitari&#8230; attenti che non precedano il vostro contenuto.</li>
<li><strong>Ridisegnate il vostro sito in modo che sembri un sito moderno</strong>&#8230; perché questo update è basato su ciò che la gente vuole vedere, non sul valore reale di un sito (perché siti graficamente pessimi possono essere di ottima qualità). Purtroppo, se il vostro sito è brutto, allora correrà maggior rischio di essere colpito da Panda che un sito bello.</li>
<li><strong>Rendete il vostro sito molto più affidabile</strong>. Questa è sempre stata un’ottima tattica – perché aiuta il conversion rate – ma dovreste prestare attenzione e avere una buona pagina “chi siamo”, “privacy”, “contatto”&#8230; per far sì che gli utenti si sentano a proprio agio ad usare il vostro sito.</li>
<li><strong>Impegnatevi a fondo nel gioco sociale</strong>. I social signals (twitter, facebook, +1 e quant’altro) hanno un valore anche per Panda. Infatti, se un contenuto è condiviso ciò significa che gli utenti lo hanno considerato utile o di qualità.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Google attualizza il PageRank visibile&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 20:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/google-attualizza-il-pagerank-visibile/">Google attualizza il PageRank visibile&#8230;</a></p><p>&#8230; e &#8216;sti c&#38;%&#8221;$i non lo aggiungiamo? E sì! Oggi, dopo sei mesi di assoluto nulla, Google ha attualizzato il TBR, ovvero il PageRank visibile nella Google Bar. Per essere chiari, quello che si è attualizzato non è il PageRank reale, quello che solo Google conosce per ogni singola pagina ha nel suo indice e [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/google-attualizza-il-pagerank-visibile/">Google attualizza il PageRank visibile&#8230;</a></p><p>&#8230; e &#8216;sti c&amp;%&#8221;$i non lo aggiungiamo?</p>
<p>E sì! Oggi, dopo sei mesi di assoluto nulla, Google ha attualizzato il TBR, ovvero il PageRank visibile nella Google Bar.</p>
<p>Per essere chiari, quello che si è attualizzato non è il PageRank reale, quello che solo Google conosce per ogni singola pagina ha nel suo indice e che si attualizza ogni giorno, ma quello che si mostra al pubblico.</p>
<p>Ma non sono la stessa cosa? NO! Ossia, sì, ma solo in questo stesso 27 di Giugno 2011, perché già domani il PageRank reale avrà subito dei cambi anche se solo decimali&#8230; e cambi anche solo di un decimo su scala logaritmica come quella del PageRank può significare molto.<span id="more-199"></span></p>
<p>Come prendere, dunque, questa notizia? Come una nota di costume, così come quando leggendo il quotidiano leggi che Lady Gaga ha dichiarato chissà che cosa. Pensateci: quest&#8217;attualizzazione è così importante che Google ci ha dedicato&#8230; ZERO notizie, nè sui suoi molti blog nè in Twitter.</p>
<p>Purtroppo, però, questo update darà nuovo respiro a tutti quelli che fanno mercato del Toolbar PageRank:</p>
<ul>
<li>Directories farlocche che si vendono perché hanno PageRank X;</li>
<li>Blog dalla dubbia utilità informativa che vendono review a peso di PageRank;</li>
<li>Siti di article marketing e comunicati stampa che rinfrescheranno i loro messaggi acchiappa-ignoranti mettendo in evidenza la loro barretta verde</li>
</ul>
<p>e così via.</p>
<p>Una cosa positiva, però, possiamo trovarla. Se in forum, blogs e quant&#8217;altro incontriamo messaggi di &#8220;SEO&#8221; entusiasti perché il loro PageRank è aumentato (o, al contrario, disperati perché è calato), allora segniamoci i loro nomi e i loro siti e mettiamoli nella lista di coloro che NON dobbiamo contattare se vogliamo realizzare delle campagne SEO.</p>
<p>Cercando di essere obiettivo, posso ammettere una cosa: l&#8217;attualizzazione di oggi è una fotografia dello stato al giorno d&#8217;oggi del mio sito. Se è il TBR è migliorato, ok&#8230; una conferma che si stava realizzando un buon lavoro di ottimizzazione. Se si è abbassato, allora cerchiamo di capire cosa, rispetto all&#8217;ultima volta, è stato fatto per giustificare quel calo.</p>
<p>E ricordiamoci che il nuovo PageRank visibile non sarà attualizzato se non fra quattro/sei mesi&#8230; per cui, da domani, ritorniamo a dimenticarci della barretta e ritorniamo a prendere in considerazione metriche più affidabili, come, per esempio, il mozRank, che riflette più fedelmente quello che potrebbe il PageRank reale di un sito, o il Page Authority, entrambi di SEOmoz.</p>
<p>E, soprattutto, non fate i furbi cercando di vendere il vostro PageRank come se avesse un valore che in realtà non possiede; se lo farete starete danneggiando ulteriormente la nostra categoria.</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Panda Update e PandaRank</title>
		<link>http://www.iloveseo.net/it/panda-update-pandarank/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=panda-update-pandarank</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 12:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Panda Update]]></category>
		<category><![CDATA[PandaRank]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/panda-update-pandarank/">Panda Update e PandaRank</a></p><p>&#8230; ma prometto che cercherò di essere originale. Comunque credo che, dopo cinque mesi di Panda e in presenza della sua versione 2.2 in azione in questi giorni, si possano trarre delle conclusioni. La prima, è che tutti coloro che posseggono un sito in lingua non inglese,e il cui target non è google.com o una [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/panda-update-pandarank/">Panda Update e PandaRank</a></p><p>&#8230; ma prometto che cercherò di essere originale.</p>
<p>Comunque credo che, dopo cinque mesi di Panda e in presenza della sua versione 2.2 in azione in questi giorni, si possano trarre delle conclusioni.</p>
<ul>
<li>La prima, è che tutti coloro che posseggono un sito in lingua non inglese,e il cui target non è google.com o una versione regionale in inglese di Google, dovremmo essere contenti di vedere così chiaramente come funziona e come i nostri colleghi SEO d&#8217;oltreoceano (e d&#8217;oltremanica) stanno agendo per risolvere le penalizzazioni subite.</li>
<li>La seconda, riflesso scontato ma evidentemente non così ovvio della prima, è che se non abbiamo corretto nei nostri siti e in quelli dei nostri clienti quei difetti che da tanto tempo vediamo essere penalizzati, allora dobbiamo farlo adesso e indipendentemente dal fatto che Panda sarà attivo in google.it e per i siti in italiano domani o tra tre mesi.</li>
<li>Terza considerazione, che Panda non è un update, ma un&#8217;insieme di fattori di ranking.</li>
</ul>
<p>La distinzione la fa, ottimamente, Danny Sullivan in questo post pubblicato oggi su <a href="http://searchengineland.com/why-google-panda-is-more-a-ranking-factor-than-algorithm-update-82564" target="_blank">Search Engine Land</a>.</p>
<p>La distinzione è da fare, perché la parola &#8220;Update&#8221; è ambigua. Infatti, essa normalmente fa riferimento alla messa in produzione e al lancio di un&#8217;attualizzazione dell&#8217;algoritmo stesso di Google, algoritmo che regola la gestione dell&#8217;indicizzazione delle pagine web ogni volta che queste sono scoperte dai crawlers ed entrano a far parte dell&#8217;indice di Google. Updates furono Florida nel 2003, Vince nel 2009 e l&#8217;anno scorso il Mayday. Gli updates, quindi, sono attivi sempre e sempre intervengono nell&#8217;indicizzazione di una pagina.</p>
<p>Panda, invece, no.<span id="more-196"></span></p>
<p><strong>Panda è un algoritmo di ranking</strong>, come lo è il PageRank (Danny Sullivan lo arriva a chiamare PandaRank) . Un algoritmo nato sopratttutto dal frutto di test manuali fatti direttamente da Google e da tutte le indicazioni &#8220;umane&#8221; Google può raccogliere dall&#8217;uso che si fa del web. E come ogni algoritmo di ranking interviene sul Algoritmo generale, ma non è tutto l&#8217;algoritmo di Google.</p>
<p>Importante, poi, è sapere che è <strong>ogni update di Panda è lanciato manualmente</strong> da Google, come se fosse un enorme setaccio con cui eliminare tutte quelle pagine che si considerano non rilevanti secondo i fattori di <em>pandaranking</em>. Questo spiega perché sono molti i siti che, colpiti da Panda, non siano ancora riusciti a vedere gli effetti positivi dei loro interventi di correzione e ottimizzazione. Infatti, se la prima versione di Panda si lanciò a fine febbraio e la seconda sette settimane dopo (l&#8217;11 di Aprile), anche se un sito era stato riottimizzato a marzo, gli effetti positivi non erano stati visibili &#8211; appunto &#8211; fino al lancio (manuale) di Panda 2.0 in Aprile.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa che è abbiamo potuto capire è che <strong>Panda colpisce a livello di singola pagina, non di dominio</strong>. Questo significa che solo quelle pagine di un sito che non rispondono positivamente ai fattori del PandaRank sono penalizzate.</p>
<h3>Ma quali sono i fattori del PandaRank?</h3>
<p>Google, in questo caso, è stato abbastanza trasparente, per cui non è poi così complesso capire quali sono questi fattori.</p>
<p>In linea generale, sono tutti fattori che incidono a livello On Page e che, quindi, non sembrano essere influenzati da fattori interni. Ricordatevi, Panda nasce dall&#8217;esigenza di ripulire le SERPs di pagine irrilevanti per gli utenti (il concetto d&#8217;irrilevanza secondo Google si può discutere, ma non è qui il posto dove farlo), per cui si parla di contenuti, di usabilità e di performance.</p>
<ul>
<li>Panda non ama i contenuti &#8220;leggeri&#8221; (thin content), ovvero quelle pagine che sono create esclusivamente per posizionarsi per una determinata keyword ma che, in realtà, non offrono alcun valore all&#8217;utente. Questo spiega il perché del crollo di siti come eHow e simili;</li>
<li>Panda conferma &#8211; e con maggior forza &#8211; il poco amore di Google per i contenuti duplicati. Questo non fa riferimento solo al fenomeno degli scraper sites, ma si deve estendere anche alla pessima abitudine di molti eCommerce di non curare per nulla le proprie pagine di prodotto, che nella maggioranza dei casi sono copie di copie di copie della scheda del distributore del prodotto stesso. Questo spiega perché siano stati molti gli eCommerce colpiti da Panda.</li>
<li>Panda non ama le trappole&#8230; Mi spiego: è perfettamente corretto avere pubblicità nel proprio sito/blog, ma non è corretto creare pagine il cui unico vero scopo è quello di generare ingressi attraverso Adsense e pubblicità d&#8217;affiliazione. Generalmente questo tipo di pagine sono anche del tipo &#8220;leggero&#8221; e &#8220;duplicato&#8221;. Quindi è lecito avere pubblicità, ma questa non deve essere invasiva e predominante rispetto al contenuto vero e proprio della pagina. Avete presente quei siti in cui dopo ogni paragrafo di un post c&#8221;e un blocco di Adsense? Ecco, quella è la pagina che è penalizzata da Panda.</li>
<li>Panda non ama la confusione&#8230; quindi non ama siti che non offrano uno standard minimo di usabilità. Per questo, sulla base dei test &#8220;umani&#8221; Google cerca di individuare lo standard della pagina ben disegnata, quella che non causa un numero esorbitante di bounce rate, etc. etc. Ma per &#8220;confusione&#8221; vogliamo anche dire &#8220;topicità&#8221;: se una pagina parla di &#8220;frittelle&#8221;, allora deve essere evidente che quella pagina parla di &#8220;frittelle&#8221; e non fornire a Google segnali per cui potrebbe pensare che si parla anche di altre prelibatezze. Di nuovo un richiamo all&#8217;attenzione per quanto riguarda ai contenuti, qui più propriamente con l&#8217;uso corretto di tutti i classici fattori on page e con l&#8217;uso di corretto copywrite.</li>
<li>Panda ama le pagine reattive&#8230; e che quindi si caricano velocemente, non danno origine a problemi tecnici di visualizzazione, etc. etc.</li>
</ul>
<p>Infine, come si può vedere, nulla che non fosse già nell&#8217;Abc del buon SEO. La norma, infatti, vorrebbe che se sempre hai tenuto presente quei fattori di qualità quando crei e/o ottimizzi un sito, allora non dovresti avere più tanto paura di Panda, perché Panda difficilmente di attaccherà.</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lo stato delle cose: le directories italiane</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 17:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Directories]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/lo-stato-delle-cose-le-directories-italiane/">Lo stato delle cose: le directories italiane</a></p><p>Una tattica classica di Link building è quella di iscrivere un sito nelle directories. È una tattica che può avere ancora un senso, soprattutto quando ci troviamo a che fare con un sito web nuovo. È una tattica, però, che ormai non possiede più quell’importanza che poteva avere fino a qualche anno fa, ma può [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/lo-stato-delle-cose-le-directories-italiane/">Lo stato delle cose: le directories italiane</a></p><p>Una tattica classica di Link building è quella di iscrivere un sito nelle directories. È una tattica che può avere ancora un senso, soprattutto quando ci troviamo a che fare con un sito web nuovo.</p>
<p>È una tattica, però, che ormai non possiede più quell’importanza che poteva avere fino a qualche anno fa, ma può essere utile per dotare un sito di un profilo link variato e naturale. Naturale, infatti, è che i siti abbiano una percentuale di links esterni in siti come, appunto, le directories, anche se piccola.</p>
<h3>Il problema, però, è questo: quali directories?</h3>
<p>Infatti, se osserviamo i direttori italiani e li confrontiamo con quelli in lingua inglese, possiamo notare come in italiano siano assenti directories di qualità come quella di Yahoo! (la versione italiana fu dismessa un paio d’anni fa in modo definitivo), Business.com o Best of the Web. Oppure come siano in sostanza inesistenti directories tematiche di gran valore. Poi, le università italiane non possiedono un direttorio di risorse utili in Internet, come invece sì lo hanno anche le più prestigiose università britanniche e anglosassoni; non parliamo poi a livello di facoltà o dipartimento.</p>
<p>Purtroppo, <strong>il panorama italiano delle directories è dominato da una massa di siti di scarsa qualità</strong> che altro scopo non hanno se non quello di offrire pagerank a chi iscrive un sito a cambio di un link, per loro necessario per retro alimentare il proprio PR e, quindi, migliorare il proprio ranking, sperare così di avere maggiore volume di traffico e, infine, ottenere maggiori entrate attraverso le loro affiliazioni o la pubblicità Adsense presente nel loro siti.</p>
<p>Certo! Adesso molte directories non pretendono più un link di ritorno, ma sì continuano a pregarti di inserirlo.<span id="more-193"></span></p>
<h3>Che fare allora? Rinunciare a iscrivere il proprio sito nei direttori?</h3>
<p>No, non è necessario giungere a questa estrema conclusione, però sì è obbligatorio procedere con prudenza:</p>
<ol>
<li>Scartando sin dal principio tutte le directories che ti obbligano a un intercambio di link;</li>
<li>Mettendo in quarantena tutte quelle che, pur non chiedendo lo scambio di link, sì fanno il centro della loro promozione non la qualità in sé del direttorio stesso, ma il fatto che iscrivendoti puoi aumentare il PR del tuo sito;</li>
<li>Cercando di selezionare solo quelle in cui Adsense e pubblicità d’affiliazione siano meno invadenti;</li>
<li>Esaminando con attenzione le metriche che il direttorio possiede.</li>
</ol>
<p>Rispetto a quest’ultimo punto, ecco un <strong>esempio pratico</strong>:</p>
<p>il direttorio A possiede un mozRank di 5,04, ma il suo PageRank è 2. Pur sapendo che il PageRank è una metrica inaffidabile, la gran differenza esistente tra PR e mozRank ci deve per lo meno mettere in allerta. Infatti, probabilmente Google sta penalizzando il direttorio tagliandone il PR. In questo modo Google si assicura che un sito che ha come scopo solo quello di “commercializzare” flusso di link juice veda il suo fascino ridotto.</p>
<p>Purtroppo, <strong>quasi tutte le directories italiane sono vittime di questo taglio di PR</strong>. Un esempio sono due rappresentanti storiche: mrlink.it (mozRank 5,97 ma PR 3) e includo.it (mozRank 5,85 ma PR 4).</p>
<p>La stessa GT Directory sembra non essere esente da questo taglio (mozRank 5,84 ma PR 4).</p>
<p>Ripeto, non necessariamente ci troviamo di fronte a una penalizzazione (oddio!, il caso di Mrlink sembra esserlo), ma semplicemente a un ritardo di attualizzazione del Pagerank… anche se questo motivo sembra essere davvero improbabile.</p>
<h3>Ma, ancora, che fare?</h3>
<p>Pur se leggermente penalizzate, directories come la GT Directory, Includo e altre con differenze tra mozRank e PageRank similari (massimo 1,5 punti) possono essere ancora utili al nostro scopo: dotare il nostro sito di un profilo link naturale.</p>
<p>A questo punto, però, si devono prestare altre precauzioni:</p>
<ul>
<li>Quali sono il mozRank e il PageRank della categoria in cui vogliamo che sia presente il nostro sito?</li>
</ul>
<p>Se sono molto bassi, forse non è il caso di perdere tempo in iscrivere il sito;</p>
<ul>
<li>A che livello di profondità di click si trova la categoria o sub-categoria in cui il nostro sito sarà presentato?</li>
</ul>
<p>Se il nostro sito è presentato a più di 3 click di profondità dalla home page, esiste probabilmente il rischio che il nostro link non sarà mai visto o seguito dai motori.</p>
<ul>
<li>In che pagina sarà il nostro link? La URL di quella pagina è attualmente presente nell’indice di Google? E che mozRank e PageRank possiede?</li>
</ul>
<p>Mettiamo che la categoria abbia in sé delle buone metriche, ma che il nostro link possa essere pubblicato nella decima pagina… probabilmente le metriche di quella decima pagina saranno molto minori. Anzi! È probabile che quella stessa pagina non sia stata indicizzata dai motori…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mondo Panda e Link Building</title>
		<link>http://www.iloveseo.net/it/mondo-panda-e-link-building/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mondo-panda-e-link-building</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Link Building]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/mondo-panda-e-link-building/">Mondo Panda e Link Building</a></p><p>Premessa Primo avviso: Panda non è ancora attivo in Italia, quindi – cari lettori – siete pregati a non entrare in panico leggendo questo post e pensando che l’anticamente docile animale sia sbarcato nel nostro Paese. Secondo avviso: Questo post su Panda, come ogni altro, dovrebbe essere preso come un motivo in più di riflessione [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/mondo-panda-e-link-building/">Mondo Panda e Link Building</a></p><h3>Premessa</h3>
<p><strong>Primo avviso</strong>: Panda non è ancora attivo in Italia, quindi – cari lettori – siete pregati a non entrare in panico leggendo questo post e pensando che l’anticamente docile animale sia sbarcato nel nostro Paese.</p>
<p><strong>Secondo avviso</strong>: Questo post su Panda, come ogni altro, dovrebbe essere preso come un motivo in più di riflessione sulla qualità del nostro lavoro come SEO. Panda non è in Italia, ma prima poi lo sarà, quindi approfittate il tempo per sistemare i vostri siti secondo le norme di qualità secondo le quali i nostri colleghi di lingua inglese stanno re-ottimizzando i loro siti e quelli dei loro clienti, e non speculate se la caduta nei rankings che avete subito è stato causato da Panda: la causa è sicuramente un’altra.</p>
<h3>Per un link building più efficace</h3>
<p>Non siamo in pochi ad avere notato come le vecchie classiche tattiche di link building non solo non sono più efficaci come una volta, ma molte sono diventate addirittura controproducenti.</p>
<p>Se la SEO è una disciplina in continua evoluzione, il Link Building – che della SEO è un componente essenziale – lo è con maggior ragione. È importante far evolvere e adattare le proprie pratiche di Link building ogni giorno prestando attenzione ai continui nuovi segnali che i motori ci presentano.</p>
<p>Come sappiamo, i rankings si conformano sulla base di una combinazione di segnali provenienti da diverse fonti. Pertanto, una campagna di Link building di successo significa incorporare più azioni all’interno della sua strategia.</p>
<p>Un tempo (comprare) links in footer, utilizzare solo anchor text ottimizzati con la keyword desiderata e fare spam in pochi blogs era sufficiente per ottenere risultati anche di un certo rilievo. Oggi, nessuna di quelle tre tattiche è valida, anzi!, è meglio evitarle.</p>
<p>Al contrario, il Link building di oggi richiede meno anchor text ottimizzati, più social signs e, in generale, un numero minore di links esterni, come mostra lo schema qui sotto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.iloveseo.net/it/?attachment_id=189" rel="attachment wp-att-189"><img class="size-full wp-image-189 aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="schema link building" src="http://www.italiaseo.net/blog-seo-italia/wp-content/uploads/2011/06/schema-link-building.jpg" alt="schema link building Mondo Panda e Link Building" width="672" height="504" /><span id="more-188"></span></a></p>
<h3>Meno anchor text super ottimizzati</h3>
<ul>
<li>Gli anchor text ottimizzati con parole chiave sono eccessivamente usati e abusati fino ad oggi;</li>
<li>È sempre più comune vedere siti web penalizzati per possedere un profilo link con un eccessivo numero di links super-ottimizzati;</li>
<li>Era già consigliabile prima, ma oggi lo è ancora di più: il profilo links deve evidenziare varietà e “naturalezza” nei loro anchor text. Avere links il cui anchor incorpora il brand o il nome del dominio non è più qualcosa di cui avere paura, tutto il contrario.</li>
</ul>
<h3>Un esempio pratico</h3>
<p>Facciamo finta che io sia il SEO del sito lapasticceriadiugo.com e che voglia posizionarmi per “pasticcini di frutta”. Invece di concentrare tutta la mia attenzione su “pasticcini di frutta”, voglio variare gli anchors dei link esterni e i metodi da usare per raggiungere il mio obiettivo.</p>
<p>Utilizzare tattiche come il contatto con bloggers e il marketing virale o il link baiting è importante, ancor più di quanto lo fosse prima. Dovrò far sì che le comunità che girano intorno ai blogs (o forums) s’innamorino dei miei pasticcini di frutta e che lo citino, lo commentino, ne condividano l’esistenza con altre persone e che ne parlino bene.</p>
<p>Questo significa che dovrei mirare per un link graph di questo tipo:</p>
<ul>
<li>20% verso la pagina del prodotto &gt; pasticcini di frutta</li>
<li>20% verso la pagina del prodotto &gt; pasticcino di frutta</li>
<li>20% verso la pagina del prodotto &gt; pasticcino</li>
<li>20% verso la pagina del prodotto &gt; pasticcini</li>
<li>10% verso la home page &gt; lapasticceriadiugo.com</li>
<li>10% random</li>
</ul>
<h3>L’importanza del traffico da siti social media</h3>
<p>Creare azioni di link baiting (o virali) è essenziale per ottenere links di qualità. Avere una forte presenza in comunità social media è, quindi, un fattore importante.</p>
<p>Però le cose sono cambiate. Per esempio, a causa di Panda, gli aggregatori sociali di news sono diventati molto più restrittivi ed esigenti nell’accettare contenuti. Quindi, non è più possibile sottomettere tutto ciò che creamo, ma dobbiamo presentare solo contenuti che possano essere realmente interessanti e rilevanti per la comunità.</p>
<p>I Social Sites hanno capito che contenuti di scarsa qualità possono portarli a essere penalizzati da Google.</p>
<p>Anche i forums rivestono un grande attivo per una campagna di Link building, ma devono essere forum tematicamente legati al sito che vogliamo promuovere. Altrimenti non otterremo nè links nè traffico diretto dal forum. Certo, i tempi sono più lunghi e lo sforzo maggiore, ma i risultati possono essere eccezionali.</p>
<h3>Qualità non quantità</h3>
<p>L’algoritmo di Google sembra dare molto più peso a un solo link di gran qualità, che a centinaia di links di bassa qualità (e magari frutto di automated Link building);</p>
<p>Links che non sono presentati contestualmente (all’interno di un post, per esempio) sembrano forzati, non naturali. Questo è il caso dei links nel footer o nelle sidebars, le quali – tra l’altro – ospitano links a pagamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google vs. Bing: la guerra dei bottoni</title>
		<link>http://www.iloveseo.net/it/google-vs-bing-la-guerra-dei-bottoni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=google-vs-bing-la-guerra-dei-bottoni</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 11:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[+1]]></category>
		<category><![CDATA[Bing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO Social]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/google-vs-bing-la-guerra-dei-bottoni/">Google vs. Bing: la guerra dei bottoni</a></p><p>BingBook: Bing e Facebook più uniti che mai Microsoft è pronta a ottenere il massimo beneficio dalla sua amichevole relazione con Facebook, di cui è azionista di minoranza, e della lotta aperta tra la il Social Network di Zuckemberg e Google. Due giorni fa, infatti, Bing ha annunciato che il il suo motore di ricerca [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/google-vs-bing-la-guerra-dei-bottoni/">Google vs. Bing: la guerra dei bottoni</a></p><h2>BingBook: Bing e Facebook più uniti che mai</h2>
<p>Microsoft è pronta a ottenere il massimo beneficio dalla sua amichevole relazione con Facebook, di cui è azionista di minoranza, e della lotta aperta tra la il Social Network di Zuckemberg e Google.</p>
<p>Due giorni fa, infatti, Bing ha annunciato che il il suo motore di ricerca incorporerà il bottone “Like” nei suoi risultati. In questo modo Bing prenderà in considerazione le raccomandazioni degli amici dell’utente per creare una gerarchia nei risultati di ricerca.</p>
<p>Ovvero, se un utente, quando realizza una ricerca in Bing, è connettato a Facebook e, per esempio, cerca un hotel a New York, i risultati di ricerca presenteranno davanti a tutti gli altri quei siti che sono stati raccomandati dai suoi amici su Facebook.</p>
<p>In questo modo, dice Microsoft, l’elemento emozionale è introdotto nei risultati di ricerca.<span id="more-180"></span></p>
<p>Però l’integrazione con Facebook è ancor più profonda. Se un utente cerca una città, Bing gli potrà presentare i link ai suoi amici di Facebook che sono stati nella stessa e, se cerca articoli di una determinata pubblicazione o di un blog che abbiano un bottone Like, Bing potrà proporgli gli articoli votati indipendentemente dal fatto che i suoi amici li abbiano votati o no.</p>
<p>Ecco il video in cui Stefan Weitz, direttore di Bing, spiega i dettagli di questa ancora più profonda integrazione tra Bing e Facebook</p>
<p style="text-align: center;"><object width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xPYVqHZKF2g?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/xPYVqHZKF2g?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h2>E Google?</h2>
<p>La risposta di Google, comunque, non tarderà ad arrivare. Durante il passato I/O della scorsa settimana, infatti, Google ha annunciato che presto sarà possibile inserire il bottone +1 in ogni sito. Il webmaster che lo implementerà nella sua web potrà analizzare tutte le statistiche relative all’uso del bottone attraverso Google Webmaster Tools. E, pur se non è stato ufficialmente dichiarato, si suppone che il +1 avrà un certo impatto nei rankings dei risultati di ricerca.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Fl3c79n_wRg?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Fl3c79n_wRg?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h2>Alcuni dati</h2>
<p>Alcuni dati che Microsoft fornisce sull&#8217;uso del Like:</p>
<ul>
<li>3,5 milioni di siti web hanno installato il bottone “I Like” di Facebook;</li>
<li>ogni mese si condividono e raccomandano circa 30 milioni di pagine con questo bottone.</li>
<li>un 60% delle persone che realizzano una ricerca nei motori possiede un account attivo in Facebook.</li>
</ul>
<p>Il successo dell’ “I Like” è tale che, come aneddoto, già esiste una (sfortunata) bimba che è stata chiamata Like dal padre, un israelita. Significativa la giustificazione data dall’uomo all’agenzia di notizie DPA:<em> Se un tempo la gente dava ai suoi figli nomi biblici perché erano un’icona, oggi l’icona più importante al mondo è il Like di Facebook.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Simposio su Spam, Google e New York Times</title>
		<link>http://www.iloveseo.net/it/simposio-su-spam-google-new-york-times/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=simposio-su-spam-google-new-york-times</link>
		<comments>http://www.iloveseo.net/it/simposio-su-spam-google-new-york-times/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 15:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rand Fishkin]]></category>
		<category><![CDATA[Search Spam]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/simposio-su-spam-google-new-york-times/">Simposio su Spam, Google e New York Times</a></p><p>[&#38;lt;a href="http://storify.com/gfiorelli1/when-seos-tweet-talk-about-nyt-google-and-derivate" target="blank"&#38;gt;View the story "When SEOs tweet talk about NYT Google and derivates" on Storify]&#38;lt;/a&#38;gt;</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/simposio-su-spam-google-new-york-times/">Simposio su Spam, Google e New York Times</a></p><p><noscript>[&amp;lt;a href="http://storify.com/gfiorelli1/when-seos-tweet-talk-about-nyt-google-and-derivate" target="blank"&amp;gt;View the story "When SEOs tweet talk about NYT Google and derivates" on Storify]&amp;lt;/a&amp;gt;</noscript></p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mondo felice di Facebook secondo Facebook</title>
		<link>http://www.iloveseo.net/it/il-mondo-felice-di-facebook-secondo-facebook/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-mondo-felice-di-facebook-secondo-facebook</link>
		<comments>http://www.iloveseo.net/it/il-mondo-felice-di-facebook-secondo-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 10:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Fiorelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog SEO Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it/il-mondo-felice-di-facebook-secondo-facebook/">Il mondo felice di Facebook secondo Facebook</a></p><p>Facebook si fa bella Mark Zuckerberg ha deciso di aprire le porte di Facebook. La fortunata è stata MTV, che ha potuto entrare nelle officine della compagnia a Palo Alto e parlare con il suo fondatore e altri lavoratori. Credi di conoscere Facebook? Non ne hai la minima idea Così recita la frase iniziale di [...]</p></p><p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iloveseo.net/it/il-mondo-felice-di-facebook-secondo-facebook/">Il mondo felice di Facebook secondo Facebook</a></p><h3>Facebook si fa bella</h3>
<p class="fecha_blog">Mark Zuckerberg ha deciso di aprire le porte di Facebook. La fortunata è stata MTV, che ha potuto entrare nelle officine della compagnia a Palo Alto e parlare con il suo fondatore e altri lavoratori.</p>
<p class="fecha_blog">Credi di conoscere Facebook? Non ne hai la minima idea</p>
<p class="fecha_blog">Così recita la frase iniziale di questo <a href="http://www.mtv.com/videos/news/637648/meet-the-faces-behind-facebook.jhtml#id=1661009" target="_blank">&#8216;Diario di Facebook&#8217;</a> realizzato da MTV.</p>
<p class="fecha_blog">Non è un caso che proprio adesso la stampa abbia più accesso che mai a Facebook, o che questa sia così amica di Obama. Non è perché Facebook stia cercando di cambiare la sua immagine d&#8217;impresa di ventenni, di programmatori nerds che hanno nelle loro mani i dati personali, privati e di navigazione di centinaia di milioni di utenti. Adesso vuole dare l&#8217;immagine di un&#8217;impresa solida, responsabile e visionaria nonostante la sua gioventù, e per questo ha dato inizio sia a un grande campagna di marketing sia di relazioni pubbliche con lobby, comprese <a href="http://www.nytimes.com/2011/03/29/technology/29facebook.html" target="_blank">le potenti lobbies di Washington</a>.</p>
<p class="fecha_blog">Questo è il Facebook che vuole <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sheryl_Sandberg" target="_blank">Sheryl Sandberg</a>; ed è quello di cui la compagnia di Zuckerberg ha bisogno per ampliare il suo business ed evitare quanto più possibile problemi legali, freni politici e domande incomode.</p>
<p class="fecha_blog">Ok, una volta spiegato il contesto, ecco qui le quattro parti del piccolo documentario sulla rete sociale più importante del mondo:<span id="more-162"></span></p>
<p class="fecha_blog"><strong>Parte 1 - <a href="http://www.mtv.com/videos/news/637648/meet-the-faces-behind-facebook.jhtml#id=1661009">Meet The Faces Behind Facebook</a></strong>, ovvero le facce pulite che lavorano in Facebook e l&#8217;ambiente rilassato che impera nella compagnia:</p>
<p><span><span><span> <object width="470" height="293" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637648%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637648" /><param name="src" value="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637648" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="470" height="293" type="application/x-shockwave-flash" src="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637648" flashvars="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637648%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637648" allowfullscreen="true" /></object><br />
</span></span></span></p>
<p><strong>Parte 2 &#8211; </strong><span><span><span><strong><a href="http://www.mtv.com/videos/news/637649/let-the-hack-a-thon-begin.jhtml#id=1661009">Let The Hack-A-Thon Begin!</a></strong>, ovvero: siamo più furbi e freaks che nessun altro e ce ne vantiamo:</span></span></span></p>
<p><span><span><span> <object width="470" height="293" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637649%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637649" /><param name="src" value="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="470" height="293" type="application/x-shockwave-flash" src="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637649" flashvars="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637649%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637649" allowfullscreen="true" /></object><br />
</span></span></span></p>
<p><strong>Parte 3 &#8211; </strong><span><span><span><strong><a href="http://www.mtv.com/videos/news/637650/facebook-brings-people-together.jhtml#id=1661009">Facebook Brings People Together</a></strong>, ovvero: ci amiamo, vi amiamo e vogliamo che ci amiate:</span></span></span></p>
<p><span><span><span> <object width="470" height="293" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637650%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637650" /><param name="src" value="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637650" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="470" height="293" type="application/x-shockwave-flash" src="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637650" flashvars="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637650%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637650" allowfullscreen="true" /></object><br />
</span></span></span></p>
<p><strong>Parte 4: </strong><span><span><span><strong><a href="http://www.mtv.com/videos/news/637651/facebook-employees-meet-real-people-with-amazing-stories.jhtml#id=1661009">Facebook Employees Meet Real People With Amazing Stories</a></strong>, ovvero: siamo così buoni e meravigliosi che miglioramo la vita della gente:</span></span></span></p>
<p><span><span><span> <object width="470" height="293" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637651%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637651" /><param name="src" value="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637651" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="470" height="293" type="application/x-shockwave-flash" src="http://media.mtvnservices.com/mgid:uma:video:mtv.com:637651" flashvars="configParams=id%3D1661009%26vid%3D637651%26uri%3Dmgid%3Auma%3Avideo%3Amtv.com%3A637651" allowfullscreen="true" /></object><br />
</span></span></span></p>
<p><strong>P.S:</strong><span><strong> </strong>: Sono l&#8217;unico, o ci sono altri che sono letteralmente affascinati da queste imprese tecnologiche americane dove apparentemente non succede mai nulla di cattivo?</span></p>
<p><a href="http://www.iloveseo.net/it">Italia SEO</a></p>]]></content:encoded>
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