Guida SEO siti small business

Guida SEO small business per principianti

Ricerca e analisi

Prima ancora di dare inizio all’ottimizzazione per i motori di ricerca del nostro sito, si deve analizzare il mercato online che si desidera “attaccare” e per cui si ottimizza il sito.

Completare tutti i passi di questa guida

Ricordiamoci di completare tutti i punti presenti in questa guida. Banale, ma è importante tenerlo sempre presente.

Mettere nero su bianco il proprio obiettivo.

Perché vogliamo ottimizzare il nostro sito per i motori di ricerca? Perché vogliamo che la gente trovi il nostro sito nei risultati di ricerca? Il nostro obiettivo, per esempio, potrebbe essere questo: “Voglio che tutti i genitori della mia zona geografica di mercato trovino il mio sito e che questo li persuada a iscrivere i loro bambino nel mio giardino d’infanzia.”

Pensare e appuntare i criteri di ricerca per cui si desidera essere trovati nei motori.

Quali parole e/o frasi i genitori potrebbero usare per cercare un sito come il nostro? Per esempio, potrebbero essere: “Giardino d’infanzia Milano”, “Asilo Milano”, “Giardino d’infanzia Lambrate” (il quartiere di Milano dove si trova), “Giardino d’infanzia aperto d’estate”, “Giardino d’infanzia con attività artistiche”… e così via.

Analizzare le parole chiave che abbiamo individuato.

Per fare questo possiamo utilizzare lo “Strumento per parole chiave” di Adwords (gratuito) per scoprire il volume di ricerche che le nostre parole chiave o per scoprirne delle nuove.

Utilizzando quanto appreso dalla ricerca delle parole chiave, appuntiamo quella che consideriamo essere le migliori. Nel caso del nostro esempio, queste sarebbero: “Asili nido Milano”, “Asili nido privati Milano” e “Giardino d’infanzia” e alcune altre.

Analizzare i risultati di ricerca attuali per i nostri criteri di ricerca.

Che siti sono presenti in prima pagina? Che cosa stanno facendo bene e cosa no? Anche nel SEO bisogna conoscere il proprio avversario per poterlo battere.

Creare un elenco dei nostri concorrenti.

Usiamo le informazioni raccolte nel punto precedente per stilare un elenco dei nosgri concorrenti. Ci serviremo di questo per capire come altri siti sono riusciti a ottenere i risultati che noi desideriamo.

Serviamoci di Yahoo Site Explorer [http://siteexplorer.search.yahoo.com/] od Open Site Explorer [http://opensiteexplorer.com] per scoprire i siti che linkano a quelli dei nostri concorrenti. Appuntiamoci questi links per un loro uso posteriore.

Ricerchiamo il nostro sito

Utilizziamo i comando “Site” di Googe e Bing per controllare che il nostro sito. Il comando si utilizza scrivendo la seguente stringa nel campo di ricerca dei motori: “site:www.nomesito.com”.

Se il nostro sito non è indicizzato, dobbiamo capirne il perché.

Facciamo anche la ricerca utilizzando le etichette Title delle pagine più importanti del sito e controlliamo se queste sono posizionate.

Appuntiamo i risultati.

Ottimizzazione interna del sito

Iscriviamo il nostro sito e verifichiamo l’iscrizione in Google Analytics, Google Webmaster Tools e Bing Webmaster Center.

Lasciamo che Google Analytics raccolga dati per un paio di settimane.

Questo tempo è sufficiente perché Google Analytics raccolga un numero sufficiente di dati da poter utilizzare come linee guida. Se il sito è di un cliene, sarebbe necessario creare delle snapshot da poter allegare al report che gli inviamo o concordare con lui una visione dei dati online.

Valutiamo il design del nostro sito.

Se il sito fa scappare coloro che lo visitano, tutto lo sforzo posto nell’ottimizzazione per i motori è vana. Se il sito è oggettivamente brutto, dobbiamo pensare seriamente di ridisegnarlo.

Valutiamo la compatibilità con i vari browser presenti nel mercato.

Visitiamo il nostro sito usando Firefox, Internet Explorer (dalla versione 6 alla 9), Safari e Chrome. Se è possibile, facciamolo sia da PC Windows che da Mac. Si tratta di un test di usabilità ed è strettamente collegato con il punto precedente.

Creiamo un indirizzo di posta elettronica specifico per il nostro sito.

Questa e-mail sarà la unica che utilizzeremo per ogni comunicazione relazionata al nostro sito. Ciò sarà specialmente importante nella fase di link building.

Esaminiamo il codice del sito e ottimizziamo tutti i Tag SEO.

Soprattutto verifichiamo questi punti:

  • il criterio di ricerca principale della pagina è nell’etichetta Title o no?
  • il criterio di ricerca principale è presente con Heading H1, o no?
  • Il criterio di ricerca principale è presente nel testo della pagina, o no?

Ottimizziamo l’architettura delle URLs.

Se le URLs del nostro sito sono di questo tipo: www.sito.com/uccelli/aquila sono corrette, mentre se come www.sito.com/ognispecieanimale/?=uccelli&specie=aquila, allora dobbiamo riscriverle.

Utilizziamo redirezioni 301 (o permanenti) se rinominiamo le URLs del sito.

Ottimizziamo l’architettura dei contenuti del sito.

Quanti meno click si devono fare per arrivare all’ultimo livello, meglio è.

Ottimizziamo le immagini del nostro sito.

Lo facciamo includendo parole chiave nei loro Alt Text e nel nome dei loro files.

Utilizziamo l’etichetta Nofollow.

Ma solo per quei link per cui davvero è necessario. Infatti, il link sculpting non funziona più come tattica SEO.

Decidiamo se usare o no il tag meta description.

Se non lo usiamo, i motori di ricerca creeranno uno snippet dal testo presente nella pagina. Ma, secondo noi, l’ideale è scrivere un meta description per ogni pagina del sito o, per lo meno, per la home page. Questa etichetta non ha una funzione SEO, ma è essenziale per convincere agli utenti di fare click sul nostro risultato di ricerca.

Aggiungiamo l’indirizzo dell’impresa e il suo numero di telefono.

Facciamo questo in modo che siano presenti in ogni pagina del sito. Queste informazioni sono essenziali se vogliamo competere anche nei risultati di ricerca geolocalizzati (Local Search).

Creiamo il file Robots.txt

Questo è un fattore importante per due motivi:

  1. Ci permette di dire esattamente ai motori di ricerca quali pagine del sito possono indicizzare;
  2. Il lavoro di crawling da parte dei motori è più facile grazie al Robots.txt, perché è il primo che esaminano prima di iniziare la scansione vera e propria del nostro site.

Ottimizzazione esterna

Aggiungiamo il nostro sito e il profilo della nostra impresa nei direttori locali (Google Places, per esempio).

Questo è essenziale, poiché le ricerche locali sono quelle che presumibilmente indirizzeranno il maggior volume di traffico al nostro sito.

Aggiungiamo il sito in direttori specializzati nel nostro settore.

Per scoprire quali sono i direttori (o elenchi) più rilevanti del nostro settore di mercato, possiamo servirci dell’analisi dei links della concorrenza che abbiamo realizzato in precedenza.

Inoltre possiamo servirci di Google con criteri come, per esempio se il nostro è il sito di un ambulatorio veterinario, “Directory Veterinari Roma” o “Elenco Veterinari Roma”.

Nel registrare il sito ricordiamoci di appuntarci a quali directories lo facciamo e quali username e password utilizziamo. Durante la registrazione dovremmo usare la e-mail che abbiamo creato prima. E dovremmo usare differenti password, pensando anche alla sicurezza dei nostri dati.

Cerchiamo di ottenere gli stessi links che ha la nostra concorrenza.

Serviamoci dell’analisi competitiva che abbiamo fatto e cerchiamo di ottenere link da quei siti, che già linkano alla nostra concorrenza. Questo può essere semplice come compilare un formulario o complesso come contattare direttamente i webmasters dei siti per capire che politica di linking utilizzano. In entrambi i casi, cerchiamo di utilizzare parole chiave nei testi dei links.

Cerchiamo di ottenere ancora più links

Esploriamo la Rete alla ricerca di altri siti. Per farlo possiamo usare un comando di ricerca in Google come questo: seo + “iscrivi sito”, o quest’altro seo + “proponi sito”.

Facciamolo con intelligenza: 100.000 links da siti spam o semplicemente di pessima qualità con un anchor text non ottimizzato saranno meno utili che un solo link ottimizzato presente in un sito super autorevole.

Un buon tool gratuito per velocizzare questo tipo di ricerche è il Juicy Link Finder [http://www.seomoz.org/link-finder] di SEOmoz.

Ma una fonte potrebbe essere la Camera di Commercio locale, o la Pro loco, Associazioni locali o altre imprese locali non concorrenti ma relazionate al nostro mercato. I motori di ricerca intepreteranno in senso positivo per il tuo posizionamento questi link di ambito locale.

Prendiamo in considerazione se un blog o i Social Media possono offrirci dei vantaggi competitivi.

La nostra impresa opera in un settore per cui essere attivi socialmente oltre a essere possibile è anche giustificabile? Se è così, quale sia lo strumento Social Media che decidiamo utilizzare (Blog, Facebook, Twitter…) è nostro imperativo morale non essere degli spammer, ma di contribuire solamente offrendo contenuti di qualità. Infatti, per un’impresa è molto più costoso recuperare la reputazione persa che per una persona.

Una raccomandazione: utilizziamo LinkedIn per tutte le relazioni “sociali” con i nostri clienti, fornitori e imprese amiche.

Creare e inviare i Sitemaps ai motori.

Creiamo un file Sitemap. Dopodiché entriamo nel nostro account di Google Webmaster Central e Bing Webmaster Tools e inviamoglielo.

Ottimizziamo il profilo Google Webmaster Tools del sito.

Una volta che siamo dentro il nostro account di Google Webmaster Tools, ottimizziamo le informazioni che stiamo dando a Google sul nostro sito. Indichiamogli il nostro target geografico (non è necessario se il nostro è un dominio .it) e qual è il nostro dominio preferito (se con il www. o senza).

Possiamo anche indicare se vogliamo che il nostro sito sia disponibile per la ricerca per immagini; quest’opzione può generare del traffico aggiuntivo, anche se probabilmente non sarà particolarmente utile.

Controlliamo e miglioriamo i risultati.

Registriamo i miglioramenti nelle posizioni.

Ma non facciamoci ossessionare dalle stesse. Quindi, facciamolo con cadenza mensile. Per farlo, utilizziamo un software o un’applicazione web e non facciamolo direttamente dal nostro browser. Infatti, la personalizzazione della ricerca che Google pone come standard potrebbe inquinare i risultati, non mostrandoci i rankings reali.

Creiamo e aggiorniamo un file Excel con i rankings del nostro sito.

In questo modo possiamo seguire i progressi nel tempo del nostro sito.

Continuiamo con l’ottimizzazione del sito, costruiamo nuovi links e registriamo i risultati.

Questa è la fase di mantenimento SEO del sito, una fase che idealmente non deve avere mai fine, poiché nessun risultato è certo quando si tratta di posizionamento nei motori.