Guida SEO per web designers

Guida SEO per Web Designers

Ogni volta che lavoro al posizionamento per i motori di un sito web, una delle mie figure di riferimento è il web designer che ha realizzato il sito in questione, il quale, tra l’altro, può anche vedere assegnata dalla sua impresa la funzione di web master.

Con il tempo ho sviluppato tutta una serie di risposte, spiegazioni, mini guide per questi miei immancabili e così necessari collaboratori. A volte per necessità, per poter far comprendere il perché di un cambio necessario nel disegno a ottimizzare, a volte per piacere, perché il disegnatore stesso – punzecchiato dalla curiosità – mi chiedeva maggiori informazioni su come i motori di ricerca indicizzano un sito e lo posizionano.

Questa guida, pertanto, è un poco una collezione ragionata di tutte quelle comunicazioni private. Una guida SEO per web designers che vogliono imparare come rendere più semplice ai siti e blog che loro disegnano essere indicizzati (e posizionati) dai motori di ricerca.

Cercherò di spiegare in questa guida gli errori più tipici in cui incorrono i disegnatori e i programmatori web. Dopodiché fornirò alcuni consigli basici, che dovrebbero essere messi in pratica per ottimizzare i siti.

Perché un web designer dovrebbe apprendere SEO?

La SEO (o Search Engine Optimization) non è uno strumento di lavoro solo dei web marketers. Anzi! Come disegnatore web o programmatore, molta della responsabilità dell’ottimizzazione interna di un sito è tua.

Se il sito che stai creando non è amichevole per i motori, probabilmente finirai per perdere un gran volume di visite senza saperlo. Sembra ovvio, ma ricordati che oltre a quelli che scrivono direttamente www.tuosito.com nel browser e quelli che fanno click su un link presente su un altro sito, i tuoi visitatori sono generati dai risultati di ricerca nei motori.

Perciò sono moltissimi i benefici che si ottengono ottenendo le prime posizioni. Prendiamo ad esempio un sito con 10.000 visite al giorno; se il 40-45% delle sue visite sono generate dai motori grazie al fatto che è stato ben ottimizzato, questo vuol dire che 4000/4500 persone entrano in quel sito dai motori. Senza quell’ottimizzazione non sarebbe visibile nei risultati di ricerca e, quindi, riceverebbe migliaia di visite in meno. E meno visite significano meno clienti potenziali.

La SEO è un servizio dal grande valore aggiunto. E come web designer o programmatore può vendere a un ottimo prezzo le tue conoscenze SEO.

Le basi: come funzionano i motori di ricerca?

Per prima cosa osserviamo come funzionano i motori di ricerca, come per esempio Google o Bing.

Ogni motore possiede un suo programma automatizzato chiamato spider o crawler o, più semplicemente, robot. L’obiettivo principale di un crawler è quello di scandagliare pagine web, leggerne e registrarne i contenuti, e seguire i links al loro interno (sia interni che esterni). Gli spider, poi, immagazzinano tutta questa informazione in base dati chiamate index (indici) dei motori di ricerca.

Quando un utente digita un criterio nel box di ricerca di Google, il motore ricerca i risultati più rilevanti rispetto a quel criterio all’interno del proprio indice.

Ciò che determina il successo (o meno) di un motore è quanto meglio sa rispondere alla richiesta dell’utente. Questa risposta si basa su ciò che si chiama genericamente algoritmo, che altro non è che la combinazione di un numero variabile di fattori (oltre 200 nel caso di Google) secondo i quali i motori decidono se una pagina è rilevante o no rispetto alla ricerca fatta.

Quanto più una pagina (la tua?) risponde positivamente a questi fattori, i quali non hanno tutti lo stesso valore, tanto più in alto si troverà posizionata per il criterio di ricerca utilizzato dall’utente.

Il tuo lavoro come SEO

Ogni motore di ricerca ha un suo algoritmo d’indicizzazione delle pagine web. Capire i fattori generali che influenzano l’algoritmo, è essenziale per “condizionare” la posizione che le pagine del tuo sito avranno nei risultati di ricerca. Ed è questo per questo motivo che i SEO sono contrattati dalle imprese.

Per prima cosa bisogna avere chiaro in mente che la SEO prevede due fronti di lavoro: On-Site (interno al sito) e Off-Site (esterno al sito).

On-Site SEO (SEO interna): consiste in tutte quelle cose che si possono ottimizzare direttamente su un sito come, per esempio: ottimizzazione del codice, markups, struttura di navigazione, organizzazione dei contenuti, URLs, parole chiave…

Off-Site SEO (SEO esterna): consiste in ottimizzare quei fattori su cui non si ha lo stesso grado di controllo che gli anteriori, come: popolarità web, citazioni in reti sociali…

Poiché questa guida è pensata per i web designer, focalizzerò l’attenzione sugli aspetti interni della SEO. Se però questa si realizza correttamente e il design del sito è attrattivo e, inoltre, i suoi contenuti sono di grande qualità, allora anche la SEO esterna sarà molto più semplice da portare a termine.

I nove errori SEO più gravi che commettono i disegnatori e i programmatori.

1. Le pagine introduttive (Splash Page)

È un classico che ancora ho il “piacere” di vedere utilizzato. Una spettacolare pagina d’entrata con un link con cui si invita a entrare nel sito. Nel peggiore dei casi, quel link è all’interno di un oggetto in Flash, per cui impossibile da seguire per gli spiders dei motori.

Questo va bene se il traffico dai motori non è considerato importante. Ma se così non è, allora usando una pagina introduttiva state facendo un errore grave.

Infatti, la home page è quasi sicuramente la pagina che meglio si posiziona di un sito ed è visitata dai robots frequentemente.

Le tue pagine interne, però, non appariranno nell’index dei motori se non esiste un’appropriata struttura di navigazione del sito, che i crawler possano seguire.

Perció, la home page sempre dovrebbe come minimo possedere un menù con anchor text ottimizzati che guidi i robots (e gli utenti) alle pagine interne più importanti.

2. Menù in Flash

Molti disegnatori web commettono spesso l’errore di servirsi di Flash per creare menù spettacolari. Sicuramente saranno menù molto belli da vedere, ma non per i robots per il semplice fatto che… non li vedono. E non solo questo, i links imbevuti in oggetti Flash non sono seguiti dai crawlers, per cui si impedisce ai motori di scoprire le pagine interne di un sito.

La soluzione: usate CSS

3. Immagini e contenuti in Flash

I robots dei motori di ricerca funzionano come i browsers testuali, per cui non possono leggere testi contenuti all’interno d’immagini o Flah. Eppure molti web designers commettono ancora l’errore di mettere contenuti importanti (per esempio le parole chiave principali) in questi oggetti.

La soluzione; di nuovo… usate CSS

4. Uso eccessivo di Ajax

Molti programmatori cercano di rendere più spettacolare l’esperienza di visita  ai loro visitatori implementando un enorme numero di funzioni Ajax nel loro sito, soprattutto nell’ambito della navigazione. Ma anche questo è un grave errore dal punto di vista SEO. Perché? Perché il contenuto Ajax è caricato dinamicamente, per cui la sua indicizzazione è estremamente complicata per i motori.

Un altro svantaggio di Ajax è il seguente: poiché la URL non si ricarica, i tuoi visitatori non possono realmente condividere la pagina che vedono con i loro amici o colleghi; e in questi tempi in cui il Social è essenziale anche per il posizionamento web questo è davvero un grave handicap.

5. La creazione di versioni nel disegno di un template

Per qualche motivo, alcuni disegnatori amano creare versioni del proprio disegno base in cartelle di sotto livello (per esempio: dominio.com/v2, v3, v4) e ridirigere poi le vecchie alla nuova versione. Questo continuo cambiare la root principale del sito causa la perdita ogni volta di tutti i link esterni che lo stesso ha potuto acquisire nel tempo e, come conseguenza, perdere i rankings acquisiti.

6. Usare “Clicca qui” come Anchor Text di un link

Sicuramente anche tu hai almeno una volta usato “Clicca qui” come testo di un link. Questo è fantastico se vuoi essere posizionato per la parola chiave “Clicca qui”. Ma se tu vuoi dire ai motori che la pagina alla quale stai linkando è importante per un determinato tema, allora usa quel tema/keyword nel testo del link. È molto meglio, quindi, cambiare “Clicca qui” con “Qui potrai saperne di più su (keyword)”.

Ma devi stare attento a non usare sempre lo stesso identico anchor text ovunque nel tuo sito, perché questo potrebbe essere considerato un tentativo di spam da parte dei motori e, quindi, essere motivo di una penalizzazione da parte loro.

7. Etichetta Title non ottimizzata

Sono vari gli errori che si commettono:

Utilizzare lo stesso testo o uno molto simile

Ogni pagina del tuo sito deve avere un <title> unico con all’interno la keyword principale di ogni pagina. Al contrario molti programmatori commettono ancora l’errore di mantenere lo stesso Title per tutto il sito, o di creare una serie di Title molto simili.

Il problema è che così stiamo dicendo ai motori di ricerca che OGNI pagina del sito parla dello stesso tema e che le pagine non sono poi così differenti l’una dall’altra.

Come esempio prendiamo il Title tag di default di WordPress: Site Name > Blog Archive > Post Title.

Perché non è un Title ottimizzato per i motori? Perché ogni pagina avrà lo stesso testo “Site Name > Blog Archive” come inizio del Title, e i motori danno maggiore importanza alle prime parole di questo elemento seguendo l’orientazione da sinistra a destra tipica della scrittura occidentale.

Se davvero vogliamo includere il nome del sito nel Title, allora che sia alla fine (Post Title | Site Name).

Title di più di 65 caratteri (spazi inclusi)

Molti bloggers danno ai loro posts titoli davvero lunghi. Questo non è un difetto in sé (anzi, può essere addirittura uno stile). Ma il problema è che quel titolo viene riutilizzato dai blog come Title, e che i motori di ricerca utilizzano il Title anche come prima linea di un risultato di ricerca e che quella linea può contenere un massimo di 65 caratteri. Un titolo più lungo è inevitabilmente tagliato.

Infarcire il Title di Keywords.

Un altro errore comune che la gente tende fare è quello di infarcire il Title con parole chiave. Però dire tre volte di seguito la stessa parola chiave non la rende più rilevante agli occhi dei motori. Anzi, questo tentativo di condizionare il posizionamento può essere considerato dai motori come spam e, quindi, essere causa di penalizzazione.

Al contrario, è più intelligente (e fruttuoso) ripetere un concetto in modi differenti. Per esempio “Fotografie spettacolari. Tecniche facili per foto incredibili”. Foto e Fotografie sono sinonimi e i tuoi potenziali visitatori potrebbero usare entrambi quando fanno una ricerca nei motori.

8. Attributi Alt delle immagini inutilizzati

Si dovrebbe sempre descrivere l’immagine usata nel suo Alt Text. Questo attributo fu inventato come elemento di usabilità per offrire a non vedenti una descrizione delle immagini presenti in un sito, descrizione che la voce “robot” del PC legge per loro. Bene! I motori sono ciechi e, quindi, vanno a leggere quella stessa descrizione e, quindi, per avere un ulteriore elemento di classificazione dell’argomento trattato dalla pagina.

Inoltre, se ben descritta utilizzando con intelligenza le keyword per noi importanti, le immagini possono posizionarsi molto bene nei risultati di ricerca per Immagini di Google. Per esempio, se uno cerca immagini per “posizionamento web”, la mascotta di ItaliaSEO compare nella prima fila di risultati. Immaginate per siti che vedono nelle foto un elemento essenziale a livello di contenuti cosa può significare questo.

9. URLs non ottimizzate

Molti blog e CMS posseggono un modulo/componente/plugin al loro interno che permette creare delle URLs di tipo “statico”, ma non tutti i disegnatori ne fanno uso. Eppure queste “pretty URLs” sono buone sia per i gli utenti del sito sia per i motori di ricerca.

I primi avranno vita più facile a ricordare la URL, mentre i secondi potranno incontrare in essa una descrizione (e quindi keyword) che permettono loro di classificare meglio il contenuto della pagina alle quali si riferiscono.

Esempio di URL amichevole: dominio.com/titolo-della-pagina

Esempio di URL non amichevole: dominio.com/?p=123456

Pratiche SEO da seguire ed errori SEO da non commettere.

Proverò a spiegarvi cosa fare dicendovi cosa non fare:

Non ignorate il vostro pubblico

Scrivete su argomenti che interessano ai vostri visitatori. Cosa? Scopritelo, magari facendo un sondaggio online, esaminando ciò di cui si parla in forums e blogs del vostro settore, classificando i temi tirati in ballo da chi vi manda email, o facendo uno studio delle parole chiave. Esistono online ottimi strumenti gratuiti che permettono fare queste analisi: Google Keyword Tool o il Keyword Tool di Seo Book sono solo due esempi tra i tanti.

Lo scopo (almeno adesso) non è passare tutto il tempo facendo keyword hunting, ma sì avere un panorama dei temi interessanti per i tuoi utenti.

Non fatevi abbindolare dalla teoria della Densità delle parole chiave

Quando avete scelto il tema da proporre ai vostri visitatori, scrivete il contenuto relativo in modo da aiutare i motori a posizionarlo nel miglior modo. Per questo motivo la parola chiave più importante e le sue varianti dovrebbero essere presenti in determinati elementi e aree della pagina:

  • nell’etichetta Title;
  • nella URL della pagina
  • nel Titolo principale del contenuto (H1)
  • nel primo paragrafo del contenuto
  • nel resto dell’articolo, utilizzandolo di forma naturale e senza forzature.

Ma non ossessionatevi con la densità con cui la keyword si presenta nella pagina. Per densità s’intende la percentuale di presenza di una parola chiave in una pagina rispetto al totale delle parole usate nella pagina stessa. Ebbene, ai motori non gli importa questa percentuale, solo che la keyword sia presente nei punti sopra elencati.

In caso contrario, se ci ossessioniamo e incominciamo a usare la keyword in modo eccessivo, potremmo nuovamente incorrere in una penalizzazione (keyword stuffing).

Non dimenticate che esiste una cosa chiamata Contesto

In questa guida avete visto come ho utilizzato “posizionamento nei motori”, “ricerca nei motori”, “motori di ricerca”, etc. Queste parole aiutano a comprendere l’argomento della guida. Quindi, se improvvisamente avessi usato “tariffe dati per cellulari”, subito avreste fatto una smorfia, perché quella keyword non centra nulla con il Contesto della guida. E questo genere di ragionamenti fanno i motori di ricerca, che non si limitano in registrare la presenza esatta di una parola chiave in un testo, ma anche la rilevanza che questa ha all’interno del contesto della pagina. Per cui se parliamo di automobili è normale che parleremo anche di pneumatici. Ma se parliamo di web design, è improbabile che parleremo di scimmie (oddio, esiste un’eccezione: MailChimp).

Non abbiate paura dei links interni

Volete che i motori indicizzino ogni pagina del vostro sito? Allora aiutare i loro spider a fare il loro lavoro. Dovrebbe quindi esistere una pagina (il sitemap) che presenta tutti i link alle pagine che compongono il vostro sito.

Consiglio: è possibile indicare ai motori quali sono le pagine interne più importanti del vostro sito inserendo links testuali all’interno del contenuto della pagina.

Non ignorate i link rotti (broken links)

Si dovrebbe sempre fare una ricerca dei broken links che possiede il proprio sito. Se hai eliminato una pagina, puoi usare la re direzione permanente 301 con .htaccess (o l’equivalente per Asp) per rimandare i tuoi utenti sulla nuova pagina.

Per scoprire quali sono i link rotti utilizzate Google Webmaster Tool e cercate gli errori 404 (pagina inesistente) che Google vi indica.

Non siate inconsistenti con la URL del vostro dominio

Per i motori di ricerca una URL con www e una senza www sono due URLs differenti. Ovvero, www.dominio.com e dominio.com non sono la stessa URL. Sempre in Google Webmaster Tool potete dire a Google qual è la versione per cui volete che il sito sia indicizzato, in questo modo eviterete un classico problema di duplicazione dei contenuti, che è un errore SEO assai grave.

Non abbiate paura di usare codici di programmazione semantici

Codici semantici e standard non solo rendono più “pulito” il vostro sito, ma anche permettono ai motori di leggerlo più facilmente.

I rankings

Una programmazione e un’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca sono essenziali per poter posizionare un sito nei risultati di ricerca, ma da soli non garantiscono il raggiungere le prime posizioni.

Esistono, infatti, molti altri fattori che determinano il ranking di una pagina per una determinata parola chiave. Questi sono alcuni:

PageRank

Con PageRank non voglio parlare del valore numerico indicato dalla classica barra verde di Google, ma di quello che quella metrica spesso imprecisa e normalmente non attualizzata sottintende: popolarità web.

La popolarità web si ottiene grazie ai links esterni che una pagina ottiene. Ma non semplicemente la quantità dei links, ma la qualità degli stessi.

In sintesi: 1000 links di bassa qualità hanno meno valore per il posizionamento che 100 di grande qualità.

Altro fattore da tenere presente è la diversità dei links, il che significa che possedere migliaia di links (magari i classici links nel footer) da pochi domini unici è meno importante che avere magari un numero inferiore di links ma da un numero alto di domini.

Se volete saperne di più sull’importanza dei links e su come generarli, vi consiglio di leggere questo bell’articolo di Smashing Magazine (vecchiotto, ma ancora utile) o di esplorare la categoria “link building” su SEOmoz.

Il detto è vero: la pazienza è la virtù dei forti.

Puoi aver ottimizzato tutto, ottenuto dei buoni link esterni… eppure il sito ancora non si posiziona nei risultati di ricerca per quelle parole chiave che tanto desideri.

Perché? Perché ogni cosa ha bisogno del suo tempo. I motori hanno bisogno di tempo per indicizzare completamente il tuo sito e incominciare a farlo apparire in buone posizioni nei motori, soprattutto poi se il sito è nuovo. Pazienza dunque.

Però può anche essere che la keyword per cui si vuole posizionare il sito sia l’obiettivo di moltissimi altri siti. In questo caso può cercare di calibrare il tuo obiettivo per un numero più ampio di parole chiave meno competitive.

Risorse che possono esserti di aiuto.

Google Webmaster Tools

Questo strumento ti aiuta a tenere sotto controllo le statistiche di indicizzazione del tuo sito. È gratuito e piuttosto intuitivo da usare.

Dopo aver creato il proprio account e verificato il proprio sito, gli Strumenti per Webmaster di Google ti indicano, tra l’altro:

  • L’ultima volta il crawler di Google (Googlebot) ha visitato il tuo sito;
  • Gli errori http
  • Gli errori 404
  • I links esterni (in realtà non tutti)
  • Le parole chiave che gli utenti utilizzano per linkare al tuo sito;
  • I criteri per cui il tuo sito è stato presentato nei risultati di ricerca.

SEO Tools gratuiti

Con questi puoi verificare e analizzare molti dei dati di cui ho parlato qui sopra:

tools.seobook.com

Siti dove apprendere SEO

SEOmoz

Search Engine Journal

Search Engine Watch

Search Engine Land

Nota finale

Questa guida non pretende essere completa… sarebbe stato necessario scrivere un ebook altrimenti, ma sí utile per capire cos’è questa cosa misteriosa chiamata SEO. Una disciplina che non va contro i disegnatori web e i programmatori, ma in loro aiuto per rendere ancor più visibile i loro grandi lavori.