Guida SEO per social media marketers

La Guida SEO per Social Media Marketers

I confini tra SEO e Social Media sono sempre più labili, ed è ormai chiaro che per far sì che una pagina raggiunga le prime posizioni nei risultati di ricerca è necessario utilizzare entrambe discipline.

Quindi, che cosa i Social Media Marketer devono conoscere della SEO per far sì che le loro campagne abbiano anche delle conseguenze nel posizionamento nei motori di una pagina?

Questa guida offre agli specialisti Social Media una serie di cose da fare per ottimizzare il loro lavoro per i motori prima (e dopo) avere promosso un contenuto nei Social Webs.

Normalmente nel mondo SEO, i links sono come il denaro, in cui le banconote di maggior valore (ovvero links con maggiore autorità) sono le più importanti. E per molto tempo la maggioranza dei SEO ha prestato poca attenzione ai links provenienti dal Social Web, poiché non hanno un grande e diretto valore SEO, essendo questi link nofollowed, ovvero non passando PageRank [leggete questo post se volete saperne di più sulla proprietà nofollow dei links].

Ora, però, che Google e Bing hanno apertamente dichiarato di servirsi anche di Twitter e Facebook per determinare i loro risultati di ricerca, è giunto il tempo di pensare come il responsabile Social Media possa avere delegati dei compiti SEO.

 

Ovviamente ogni impresa è differente, ma molto spesso la persona che è responsabile degli account Twitter e Facebook è un responsabile marketing, ma non sempre è un SEO. Questa guida lo aiuterà con alcuni consigli SEO e alcune buone pratiche da tenere in mente quando

danno inizio a una campagna Social Media.

Fare un’analisi delle parole chiave.

Ogni SEO vi dirà che l’analisi delle parole chiave è sempre uno dei primi passi quando si ottimizza un sito per i motori. Bene, lo stesso è valido nell’ambito dei Social Media. Poiché la vostra campagna Social Media adesso può influenzare i motori di ricerca, è importante realizzare l’analisi delle keywords prima di dare inizio alla campagna.

Il luogo migliore dove farlo è Google, utilizzando il Google Adwords Keyword Tool. Potete incominciare inserendo un paio di parole chiave che pensate gli utenti possano utilizzare per trovare contenuto che andate a promuovere. Inoltre, questo tool vi mostra la stima (ripeto: stima) del traffico mensile per quelle keywords e altre parole che considera essere simili.

Ebbene, questo è qualcosa che magari desiderate realizzare con il vostro SEO, ma il mio consiglio è comunque di provare voi a fare un’analisi, anche semplice, delle keywords più corrette per la vostra campagna Social Media.

Una cosa da tenere presente è che non vorrete necessariamente utilizzare solo quelle keywords che posseggono un alto volume di visite, ma anche quelle parole chiave per cui il vostro sito ha difficoltà per posizionarsi o per le quali esiste una grande concorrenza.

Le keywords che sceglierete entreranno in gioco quando pianificherete i tweets e gli aggiornamenti di stato di Facebook, inoltre quando dovrete lavorare sulle etichette Title e meta description (di cui parleremo più avanti).

Qui a SEOmoz, abbiamo realizzato un test per determinare quale tra due pagine avrebbe raggiunto le prime posizioni in meno tempo: quella con un maggior numero di tweets o quella con il maggior numero di links esterni? In questo momento, dopo un mese [N.d.R.: il test fu lanciato a metà dicembre 2010], la versione promossa con Twitter ha raggiunto la prima posizione per la parola chiave “ending hunger Sierra Leone”, mentre quella promossa con links esterni è ancora persa in Google. Sebbene sia necessario realizzare ulteriori analisi e altri test, questa sembra essere una dimostrazione chiara che i tweets possono influenzare i rankings (probabilmente) più che i links esterni!

Per saperne di più:

Create i segmenti Sociali per lo studio analitico dei dati che si raccoglieranno

Ok! Questo è un punto divertente… d’accordo, è divertente se siete dei fanatici delle statistiche (e io credo che lo siete).

Prima ancora di dare inizio alla vostra campagna, è importante che abbiate preparato tutti i sistemi di tracciamento dei dati. Probabilmente seguite già un vostro metodo di tracciare le URLs (di più qui sotto), ma perché no impostare un metodo semplice per esaminare tutto il traffico generato dalla campagna Social Media in una sola volta?

Leggete questo post di Rand Fishkin su come segmentare il traffico da Social in Google Analytics. L’articolo vi guiderà passo a passo nel settaggio di GA.

L’immagine qui sopra è una schermata in cui si esamina il traffico da Social alla nostra nuova pagina “Il nostro team” e confrontato con il traffico da altre fonti. È interessante notare come i picchi di traffico sono occorsi pressappoco negli stessi giorni sia per il Social che per le altre fonti. Pensate alle possibilità che si possono avere creando segmentazioni dei dati come questa per le vostre campagne!

Ricordate, non tutti gli URL shortener sono uguali.

Quando si sta scegliendo quale abbreviatore di URL usare, ricordate che vorrete usare quello che realizza una ridirezione 301 (o permanente) dalla URL breve alla reale. In questo modo ci si assicura il massimo di passaggio di PageRank al vostro sito. Inoltre, vorrai essere sicuro che è uno di quelli che offrono statistiche sui clicks e altre metriche, come è nel caso di bit.ly.

Noi di SEOmoz utilizziamo la URL breve personalizzata seomz.me attraverso il servizio Pro di Bit.ly, che è sostanzialmente come usare Bit.ly ma con l’opzione di possedere un proprio dominio breve. È un ottimo servizio, perché grazie ad esso conosciamo quanti clicks una determinata URL riceve, di quale parte del mondo sono gli utenti che fanno click e in che ora del giorni si sono generati i clicks. Questo non dovrebbe sostituire Google Analytics, ma è un modo addizionale di vedere come si stanno comportando le campagne Social Media.

Per saperne di più:

Assicurarsi che i contenuti siano facilmente linkabili.

Come maestri che siete in far sì che il vostro contenuto sia condiviso nei social network, avete mai pensato a metodi anche per costruire links diretti al vostro contenuto?

Un classico sono i bottoni di sharing per Twitter, Facebook o Stumbleupon. Ma perché non aggiungere widgets ed embeds che possano aiutare a creare links alla vostra pagina/sito?

Alcuni contenuti sono facili da condividere: infografie, grafici, etc.

Prendete come esempio ciò che OkCupid fa con il proprio blog. Quando arrivate alla fine della pagina, vi viene presentato un elemento emergente che non solo facilità la condivisione del link nelle reti sociali, ma vi da una maniera semplice di copiare e incollare il link alla pagina stessa.

Quando state lavorando su metodi veloci e facili con cui essere sicuri che il vostro contenuto sia semplice da condividere nelle reti sociali, allora pensate anche a come costruire links alla stessa pagina nel modo tradizionale: il vostro SEO vi ringrazierà.

Canonicalizzate la pagina (che?!?)

Sì, canonicalizzare è una classica brutta parola tipica dei SEO. Però quell’azione è importante per far sì che i motori vedano una sola URL per una determinata pagina.

Nel caso della condivisione in siti sociali questo è qualcosa da tenere in conto quando si prepara il sistema di seguimento dei vari like, tweets… Infatti, sia se utilizzate Google Analytics, o ottenete tweets da un feed RSS, avrete delle variabili di tracciamento aggiunte alla vostra URL.

Per esempio, facciamo che io decida di fare una campagna su Twitter a proposito dell’Industry Survey 2010 di SEOmoz. La URL diretta sarebbe questa:

http://www.seomoz.org/seo-industry-survey

Ma la tracking URL che io realmente voglio che la gente utilizza perché io possa tracciarla meglio con Google Analytics è questa:

http://www.seomoz.org/seo-industry-survey?utm_source=social&utm_medium=twitter&utm_campaign=industry-survey

Pur se i motori di ricerca stanno migliorando in decifrare URL come quest’ultima, quello che voi sicuramente desiderate è che essi possano capire quale URL è la reale (o “canonica”).

Esistono alcuni metodi per farlo:

Usando l’etichetta Rel=Canonical

Utilizzando questa etichetta punterere la pagina con URL con codice di seguimento a quella senza codice. Servendoci dell’esempio anteriore, se la vostra URL è:

http://www.seomoz.org/seo-industry-survey?utm_source=social&utm_medium=twitter&utm_campaign=industry-survey

Allora il rel=”canonical” sarà così:

<link rel=”canonical” href=”http://www.seomoz.org/seo-industry-survey” />

Redirezione 301

Molti SEO affermano che questo è il metodo corretto per canonicalizzare una URL, ed è probabilmente vero. Sfortunatamente non è il metodo più semplice da implementare, specialmente se siete responsabili Social Media e non avete facile accesso ai programmatori.

Per saperne di più:

Verificare il tempo di caricamento della pagina.

Può il vostro sito resistere agli effetti di una campagna che diventa virale? Ovviamente, vi preoccuperete di sapere e verificare che il sito non cada sotto la pressione dell’enorme volume di traffico che una campagna sociale di gran successo può generare. Ma che fare se il sito si rallenta? Per esempio, potreste avere un’infografia che impiega molto tempo a caricarsi, o codice JavaScript inutile che sta appesantendo la pagina.

Lo scorso anno Google annunciò che stanno utilizzando la velocità di caricamento delle pagine come fattore di posizionamento (anche se solo come fattore minore). Quindi, dal momento che è un fattore da tenere presente e la velocità può essere influenzata negativamente da picchi di traffico, è importante prendere in considerazione questo problema.

Ogni volta vi sia possibile, lavorate insieme ai vostri programmatori per fare test di caricamento della pagina o del sito intero prima di lanciare una nuova campagna nei Social Media.

Title Tag – Usate quelle benedette keywords!

Vi ricordate che al principio vi avevo detto di fare una veloce analisi per vedere quali parole chiave sarebbero le più utili? Adesso è arrivato il momento di servirsi di quella ricerca! È troppo semplice usare titoli pieni d’immaginazione nei vostri contenuti sociali, perché sono più attraenti che i classici Title ottimizzati. Ma ci sono comunque alcune cose da ricordare:

L’etichetta Title è pensata per essere il fattore on-page più importante e avere la vostra keyword all’inizio del Title è meglio;

Se il vostro sforzo vi aiuta a ottenere una posizione di rilievo in Google, quel Title si mostrerà nei risultati di ricerca.

Per saperne di più:

Il valore dimenticato della Meta Description

La meta description non vi aiuta a posizionare la vostra pagina, ma nell’ambito del Social Media Marketing è spesso quel testo che è automaticamente è mostrato come descrizione di un link nelle reti sociali.

Questo è il caso, ad esempio, di Facebook. Quando aggiungete un link al vostro muro in Facebook, questi automaticamente cattura il Title e la meta description e vi lascia scegliere un’immagine tra quelle presenti nella pagina cui si riferisce il link (se esistono immagini).

Perciò è importante pensare alla meta description come un metodo per stimolare gli utenti a fare click sul link sia nel caso questo sia presentato nei risultati di ricerca di Google sia che sia pubblicato nei profili Facebook dei vostri fans.

Per saperne di più:

Misurare e migliorare

Sì! Questo è in realtà il miglior momento. Determinare gli effetti positivi dei vostri tweets, e poi migliorarli ulteriormente. Come SEO, noi stiamo costantemente discutendo su come incrementare il nostro click-through-rate nei risultati di ricerca e nelle nostre pagine. Ma che diciamo del click-through-rate dei nostri tweets? Vi raccomando di leggere con gran attenzione il post di Rand “Calculating and Improving Your Twitter Click-through-Rate” per avere un sacco di idee su come migliorare questo fattore.

Bene! Un sacco di cose su cui riflettere. Probabilmente molte di esse già le state facendo, ma se non fosse così, vi consiglio davvero di farlo. Provate a vedere come potete non solo migliorare la percentuale di diffusione delle vostre campagne nelle reti sociali, ma anche il posizionamento nei motori del vostro sito!

E non dimenticate di lavorare fianco a fianco con il vostro SEO per aprirlo alla bellezza del Social Media Marketing.

Questa guida è la libera traduzione di “The Social Media Marketer’s SEO Checklist” di Jen Lopez pubblicata su SEOmoz