Avviso ai naviganti: la SEO non è morta

Posted by on dicembre 15, 2011 in Blog SEO Italia | 11 comments

Finalmente, dopo un bel po’ di tempo, ritorno a postare un nuovo articolo in italiano, dopo che – nelle scorse settimane ho dedicato molta più attenzione al blog in versione inglese del sito.

Come mai? Innanzi tutto perché ne sentivo il bisogno, ma anche – e sopratutto – perché siamo alla fine di un intensissimo 2011 per quanto riguarda la SEO e perché, come fiocchi di neve stagionale, è ricominciata la stagione dei posts che annunciano la morte della SEO.

Ok, ok… lo so, nel 99% dei casi non sarebbe necessario dedicare anche solo cinque minuti a controbattere quel genere di dichiarazione, anche perché servirebbe solo a fomentare il desiderio di visibilità che gli autori di quei posts in realtà hanno scrivendo quegli articoli.

Però, quando a dire che la SEO è morta è un sito rispettabile come Read Write Web, allora sì che credo è necessario entrare nella discussione.

Perché? Perché si tratta di articoli letti da migliaia di utenti, molti dei quali non sono in realtà degli addetti ai lavori e, quindi, realmente dannosi oltreché fuorvianti.

Allora, andando direttamente al sodo: l’autore del post di RWW non ha capito un cazzo (scusatemi, ma quando ci vuole ci vuole), e questi sono i motivi:

  • Quando cita Matt Cutts, lo fa estrapolando la frase dal contesto della domanda alla quale risponde. Isolare una frase dal contesto normalmente porta a dire cazzate (ops, di nuovo ho usato quella parola). Matt Cutts sta semplicemente dicendo che lo scopo di Google è quello di presentare nei propri risultati di ricerca i migliori contenuti possibili e che questo è il suo obiettivo, ovvero far sì che il suo algoritmo sia talmente eccellente che in linea di principio non ci dovrebbe essere bisogno di ottimizzare un sito, perché quel sito sarà scoperto e messo in rilievo dall’algoritmo stesso. Questo, in alcune occasioni, è verificabile già adesso, quando, per esempio, notiamo come rankano siti inspiegabili ma che hanno quello che potremmo definire come “plus di naturalezza”; è il caso, soprattutto di alcuni blogs;
  • Lo stesso Matt Cutts, in una conversazione su Twitter con Jane Copland di Ayima ha precisato le sue parole:Dialogo Matt Cutts e Jane Copland Avviso ai naviganti: la SEO non è mortaBisogna poi essere onesti, e riconoscere che – pur tra mille errori ed equivocazioni – il Search Quality Dpt. (ovvero, quello che gestisce il motore di ricerca e l’algoritmo di Google) negli ultimi mesi sta cercando di far capire che non odia i SEO e che non considera la SEO in se stessa come sinonimo di Spam; forse quelli di Read Write Web avrebbero dovuto rivedere questo video di Matt Cutts del passato Ottobre:

Tra l’altro, di nuovo in questo video, Matt ripete il concetto per cui la SEO è essenziale per aiutare Google stesso a individuare le migliori risposte possibili alle queries realizzate nel suo motore di ricerca.

Certo, nel video poi fa chiaramente distinzione tra White e Black Hat SEO, ma l’esistenza di Black Hat non significa che la SEO non sia sostanzialmente vista come una disciplina amica da parte di Google.

Indirettamente questo interesse in mantenere buone relazioni con i SEO, poi, Matt Cutts l’ha dimostrata in modo pratico la settimana scorsa, quando un mio post, ripreso poi da SEObook, scatenò un enorme reazione in Internet, tanto da intervenire egli personalmente per far sì che quei “simpaticoni” di Adwords Italia e Spagna eliminassero i loro annunci “Olvidate del SEO” e “SEO con Google”.

Infine, ripassiamo velocemente le più importanti novità di questi ultimi mesi:

  • Schema.org
  • l’Author mark up
  • lo Speed factor
  • Panda (che si basa nel 90% dei casi su problemi di duplicazione dei contenuti dovuti a pessime architetture di navigazione…)

Già solo queste quattro novità possono far capire come la SEO sia essenziale per ogni sito web abbia la minima pretesa di rankare.

Perché, è vero che il contenuto è essenziale, ma, pur se io sono un grande promotore del content marketing, incomincio a essere arcistufo di coloro che dicono “Content is King”. No, non lo è. Semplicemente perché un sito web non è una monarchia in cui un elemento la fa da re. Un sito web è una democrazia di macrofattori, tutti ugualmente essenziali e che hanno bisogno l’uno dell’altro.

Un sito può avere il contenuto migliore del mondo su un determinato argomento, ma se esso non è promosso attraverso azioni di link building o di social, se è presente in una pagina che si trova ad anni luce dalla home page del sito, se è scritta in un Frame o se il suo testo non è ottimizzato per la keyword più consona… quel contenuto stupendo sarà come un luogo fantastico che però nessuno conosce, se non chi ci vive.

La SEO non è morta e Google non ha dichiarato guerra ai SEO. STOP, ¿CLARO?, AMEN.

La SEO è una disciplina in continua evoluzione e i veri SEO sono coloro che sanno stare al passo dei continui cambiamenti i motori di ricerca fanno. E oggi, il vero SEO è colui che ha il perfetto controllo dei tre elementi che segnano il successo di un sito:

The Inbounder Graph Avviso ai naviganti: la SEO non è morta

Perché Google sempre più si sta spostando verso a un nuovo tipo di Graph:

New Google Graph Avviso ai naviganti: la SEO non è morta

così come ho cercato di spiegare nel mio ultimo post pubblicato su SEOmoz: Wake Up SEOs, the New Google is Here

11 Comments

  1. Ieri pomeriggio: tweet sull’articolo di RWW. Leggo, prima disattento e poi allibito.
    Grasse risate…davvero grasse risate.
    Chi spaccia il SEO per morto dovrebbe farsi un giro nelle community, in SEOmoz, in Distilled, leggersi i blog dei grandi nomi e seguire i loro tweet. Come hai giustamente sottolineato nel tuo post su SEOmoz, l’attività del SEO sta diventando sempre più complessa, intrigante e affascinante.
    In rete ci sarà sempre ottimo contenuto affossato dalle regine delle SERP.
    Il contenuto è fondamentale, ma non basta: da solo è un re nudo, senza corona.
    Noi lo sappiamo, loro non lo sanno: il sensazionalismo non ci tange, continuiamo a pensare alla sostanza.

  2. AMEN! la cosa che mi piace di piu’ del lavoro di SEO e’ questa: La SEO è una disciplina in continua evoluzione e i veri SEO sono coloro che sanno stare al passo dei continui cambiamenti i motori di ricerca fanno.
    A tratti non mi piace neanche definirmi un SEO, perche’ alla fine evolvendoci, siamo anche altro. Sicuramente trovo piu’ adatta la definizione di inbound marketer, in quanto e’ un onore e piacere lavorare anche con il responsabile social media per ottimizzare contenuti e promozioni, con il SEM per capire meglio cosa cercano le persone, con il responsabile onsite per capire come possiamo presentare meglio una pagina….
    Le persone avranno sempre bisogno di grandi contenuti (notare che una figura come me , SEO in house coordina anche questa attivita’) ma anche di tutto cio’ che gravita attorno, come l’uso dei social, il trust che puoi infondere con una metadescription fatta nel miglior modo possibile…
    La cosa che differenzia un buon SEO e uno cattivo e’ la verita’. La verita’ su quello che fai e su quello che vuoi trasmettere perche’ lo senti tuo.

    grazie Gianluca per questo post!

  3. Ho scritto anche io oggi un articolo in merito a questi allarmismi sulla morte del SEO.
    Ora che esista una grossa fetta di persone che ha trasformato il SEO in arte magica non c’è dubbio.
    Ma siamo alle solite. C’è chi ragiona in ottica SEO solo per fregare il sistema e chi demonizza il SEO perchè non sa di cosa sta parlando.
    Ed è una fatica per chi invece lavora seriamente anche (e non solo) in ottica SEO.

  4. Ciao Gian,
    credo che tutti quelli che credono che Google stia cercando di “bannare” i SEO , alla fin dei conti, non sono veri SEO, altrimenti si impegnerebbero di più a trovare gli aggiornamenti per evolversi nel settore. Noi tutti sappiamo che Mutt Cutts stesso, interviene spesso nelle comunità SEO per spiegare le migliorie apportate a Google grazie alle segnalazioni , appunto, dei SEO. Se quelle voci di eliminare il mondo SEO fossero confermate da Google sarebbe un grosso problema per una comunità che oggi conta numerosi posti di lavoro, convegni, software, specialisti etc etc, che facciamo mandiamo tutto all’aria??

  5. Ottimo. E’ insomma come quando qualcuno se ne viene fuori dicendo che il rock è morto e poi ascolti Wasting Light dei Foo Fighters sai che c’è sempre speranza.

    Che l’obbiettivo di Google fosse quello non c’era bisogno di rimarcarlo nemmeno da parte di Cutts. In fondo la SEO diverrebbe solamente più teorica se così fosse: della serie. Pianifica i contenuti in questo modo, organizzali così. Poi da lì a linkarti ce ne passa. Finché Google resta un motore di ricerca basato sull’hyperlink incrociato c’è pcoo da fare. E finché ci saranno i motori di ricerca servirà sempre qualcuno che si informi per capire come funzionano e perché indicizzano in quel modo. Non vedo alcun “superamento tecnologico generazionale” in grado di modificare la ricerca.

    Se ci fosse il primo a preoccuparsi dovrebbe essere Google stesso.

  6. Ciao, gran bell’articolo.

    Quando dici di Panda “…che si basa nel 90% dei casi su problemi di duplicazione dei contenuti dovuti a pessime architetture di navigazione…” lo affermi con una certe perentorietà… hai avuto modo di analizzare diversi casi riconducibili tutti a questo problema? E’ un’opinione che sta diventando sempre più diffusa?

    Perchè in giro, su Panda, ancora si legge e si dice di pubblicità troppo invasiva, contenuti poco rilevanti, etc…

    • Ciao, e scusa il ritardo nella risposta.

      Allora… la duplicazione dei contenuti è sicuramente uno dei fattori più gravi relazionati al Panda Update… ma anche quelli che citi tu (pubblicità troppo invasiva, contenuti poco rilevanti, thin content…) sono tutti fattori negativi per il Panda.
      Io stesso ne parlo in uno dei post dello scorso anno.

      Un saluto

  7. La seo non morirà mai, per quello che ne penso io..semplicemente perchè siamo di fronte ad algoritmi e capito come “pesano” le varie variabili possiamo influenzare le varie serp che ci interessano.
    Credo che comunque, sia da un punto di vista della qualità che di sintassi, è vero dire che oggi possiamo essere ripagati velocemente da Google se gli offriamo pagine uniche con sintassi corrette e argomenti fluidi.
    Il miraggio della Keyword Density ormai è finito: ma attenzione, certi parametri continuano ad essere ben pesati.
    Per esempio, leggendo su internet è facile trovare opinioni sull’Article marketing che sarebbe controproducente: io ho avuto ottimi risultati con questa strategia e voi!?..che ne pensate!?

  8. Il seo può morire solo se spariscono i motori di ricerca, o per lo meno quando verranno sostituiti da qualche altro sistema per cercare informazioni, prodotti e servizi su internet.

  9. La SEO è la disciplina che aiuta l’utente e il Web ad incontrarsi, non i trucchi per proporre agli utenti dei contenuti scadenti o artificiosi…

  10. Oramai è una moda: dire che la SEO è morta “fa figo”. Peccato che la SEO imita l’energia: si trasmorma ma non si distrugge! :-D

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  1. Basta con la Search Engine Optimization | .commEurope - [...] collettivo, in questi ultimi tempi si parla spesso di morte della Search Engine Optimization. I professionisti la negano, dicendo ...

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